GUARDANDO IL CROCEFISSO

Onda Lucana 2017 il martirio lucano .jpg
Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana by Antonio Morena 2017.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

GUARDANDO IL CROCEFISSO

Quando in chiesa si celebra la messa,

anche se attorniato sono da tanta gente,

spesso il crocefisso guardo con gli occhi e con la mente…!

Assorto, lo guardo…e gli occhi, allora,

di lacrime si pregnano silenziose:

quanto trazio la cattiveria umana

ha provocato a quell’uomo tanto amoroso!

A quell’uomo

che pace e amore nel mondo predicava

e che, frainteso o per gelosia…, invece

sofferenza e morte il mondo infliggeva…!

Quanta tristezza nel cuore e nella mente

in quei momenti mi prende!

Quanta sofferenza, stoicamente,

quell’uomo per l’umanità ha sopportato!

Come un malfattore,

ad una colonna e lungo la salita al Calvario

orrendamente frustato!

Con una corona irta di spine,

che, per scherno e derisione,

in testa gli avevan conficcato,

su quella croce l’han fissato

con laceranti chiodi che le sue carni martoriavano!

E che strazio per quella madre dolorante,

che il figlio morir vedeva su quella croce agonizzante!

Quanto grande, per noi di quell’uomo,

nostro signore, è stato l’amore,

per tanto dolore accettare e sopportare,

senza mai protestare…!!!

Tanto dolore

che l’umanità con cattive ed orrende azioni,

purtroppo, profana ancora…!

(Funo di Argelato, 26 dic. 2012, ore 19,16, in via Bellini, 4)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

 

 

 

 

 

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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