Potenza, la battaglia silenziosa ma determinata degli anti-eolico

POTENZA – Vanno a dormire – se di dormire si può parlare – con i vestiti addosso per essere pronti a uscire di casa immediatamente appena il “bip” del telefonino comincia a farsi sentire.

Quel “bip”, infatti, è il segnale che avverte tutti quelli del Comitato di Piani del Mattino che qualcosa sta per succedere. A farlo partire, di giorno ma ora soprattutto di notte, sono quelli che a turno si danno il cambio sotto il gazebo dove i residenti da tre mesi sono ormai in presidio permanente. E anche sabato notte c’è stato un momento in cui i cittadini hanno temuto che qualche autoarticolato stesse arrivando, come accaduto  nella notte tra venerdì e sabato,  tra le 3 e le 4,  preceduto dal solito furgone che ormai viene utilizzato come apripista.

Per fortuna così non è stato. Ma a mettere comunque in allarme i residenti di Piani del Mattino  è stato il passaggio di alcune auto.

Auto in transito, sempre nottetempo,  che sono diventate un’altra costante da quando i cittadini hanno deciso di dare battaglia alla lobby del mini eolico.

Perché ormai di lobby si tratta visto che, a prescindere dal nominativo della singola azienda che ha richiesto la Pas (Procedura abilitativa semplificata)  per installare quelli che con un tecnicismo vengono definiti aerogeneratori e che  invece  altro non sono che pale che in alcuni casi sono altre quanto un palazzo di 13 piani, a Piani del Mattino come sta accadendo anche nella frazione di San Nicola a muoversi sono sempre gli stessi mezzi che portano impresso il nome di un’unica ditta. Magari qualcuno potrebbe obiettare che quella è l’unica ad avere un parco mezzi e tutte le attrezzature per far fronte ai lavori di tutte le aziende. Ma  se così fosse l’interrogativo da porsi dovrebbe essere: come può una ditta richiedere la Pas se poi non ha di suo le attrezzature necessarie a installare quegli impianti di mini eolico.

Impianti che tra Piani del Mattino e la frazione di San Nicola saranno, alla fine un centinaio.

E proprio nella frazione di San Nicola già alle prime luci dell’alba  ieri mattina prima sono arrivati i mezzi e poi gli   operai si sono messi  al lavoro.

Anche in questo caso le dieci famiglie che si trovano con gli impianti quasi dentro le loro abitazioni hanno avvisato le forze dell’ordine.

A San Nicola, tra l’altro, da quando sono cominciati i lavori – una pala è già in funzione, altre 5 sono state installate ed è stata già realizzata una mega cabina elettrica che non avrebbe potuto essere posizionata in quel punto visto che anche la società Terna avrebbe presentato un ricorso – c’è una autogru che è stata “parcheggiata” proprio sotto un traliccio dell’alta tensione. In pratica basterebbe un piccolissima scarica elettrica e le conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Come se non bastasse le pale per il mini eolico già installate sono state tutte posizionate a ridosso dei tralicci dell’energia elettrica mentre per legge prescrive una distanza compresa tra i 15 e i 20 metri.

Tre mesi fa le famiglie di San Nicola, tramite un legale, hanno inviato al Comune di Potenza una lettera di diffida ma a oggi non hanno ricevuto neanche una risposta.

E così ora anche quelli di San Nicola hanno deciso di far sentire la propria voce perché «anche qui – hanno dichiarato – si sta consumando uno scempio che già sta creando non pochi problemi a quelli che questi impianti se li ritrovano quasi dentro casa».  E l’emblema di questo   disagio «è – hanno aggiunto – un ragazzo  che, affetto da una patologia disabilitante, mentre prima usciva sempre dalla sua abitazione e girava  per la frazione ora si è barricato in casa perché quelle pale così alte lo spaventano».

via Potenza, la battaglia silenziosa ma determinata degli anti-eolico — Il Quotidiano del Sud

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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