Filosofia dell’anima – La frattura insanabile. Il Caso Consip e il giudizio della Storia.

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vaulted-cellar-258906_960_720Se fossimo al tempo di Shakespeare, e il contesto non fosse il ridicolo teatrino della politica italiana, chissà quale grande character, quale grande villain, avrebbe saputo immortalare il Bardo messo di fronte alle oscure trame del Caso Consip. Magari avrebbe pure ripreso le straordinarie parole di Lady Macbeth (Macbeth, Atto V, scena I) e le avrebbe riadattate alle circostanze: “Scompari, renzismo maledetto! Scompari, ti dico!… Uno, due. Ebbene, è venuto il momento di agire… il futuro è buio… vergogna, italiani, vergogna! Come? Sei un cittadino libero e hai paura?… Che bisogno avevano di preoccuparsi che qualcuno lo venisse a sapere, dal momento che nessuno può chiamarli a renderne conto? Eppure, chi avrebbe mai pensato che il rignanese avesse tanto sangue… ardito?”.

Il fatto è che quando si parla del Caso Consip si può solo parlare di passato e di futuro perché nella Storia che si fa, nella Storia dell’hic et nunc (e non si tratta di concetto ossimorico)la questione non esiste: non esiste per i “grandi” giornali, non esiste per gli sgherri mediatici sdraiati davanti al ducetto di Rignano, non esiste per la RAI che sovvenzioniamo per offenderci nell’essenza, non esiste certamente per i TG Mediaset che negli ultimi giorni, su questa questione (e con il ridicolo caso Raggi usato come schermo), hanno idealmente superato il confine nietzschiano per eccellenza, quello tra il bene e il male; sono diventati in commentabili, indiscutibili, insomma.

Ma, per quanto faranno, per quanto si ingegneranno a nascondere le oscure trame para-elisabettiane sotto il tappeto, il Caso Consip esisterà nel futuro. Soprattutto, esisterà per una generazione di italiani capaci che, lo vogliamo sperare, ci guarderanno con lo sguardo schifato che meritiamo. Che ci guarderanno puntando idealmente il dito, che ci guarderanno vergognandosi di noi perché “costoro, codesti figuri, fatti salvi quelli che hanno scaltramente profittato delle circostanze, facendo sgambetti vari, li avete votati voi”. Diranno proprio così, mentre il resto del discorso sarà oggettivamente irripetibile.

Il giudizio della Storia su questo scandalo renzista che ha procurato una frattura insanabile tra il suo prima e il suo dopo, sarà dunque severo, no doubts about that! E sarà severo nei confronti di tutti quelli che a vario titolo hanno, con i loro peccati politici e di omissione, contribuito a fare in modo che questo nefasto status-quo si estrinsecasse nella maniera in cui si è potuto estrinsecare. Sarà severo con i membri delle istituzioni che dovevano vigilare e non lo hanno fatto, sarà severo con una casta pseudo-intellettuale che fa onta al concetto stesso di speculazione d’intelletto.

“Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi” diceva Bertold Brecht. Forse, dico io; tuttavia, in questo specifico caso italico, un eroe, anche di un solo giorno, che sapesse metterci con forza davanti alla nostra codardia e alla nostra vergogna sconfinata, forse non avrebbe sfigurato: noi invece abbiamo solo schiene piegate e l’in-conoscenza di cosa sia l’estrema dignità dell’Essere… anche civile. In ogni caso, not in my name: ora et in secula seculorum!

Rina Brundu

Filosofia dell’anima – La frattura insanabile. Il Caso Consip e il giudizio della Storia.

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