IL SORRISO DEL SOLE!

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Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

IL SORRISO DEL SOLE!

Al mattino, di buon’ora,

sorridente s’alza il sole!

Compare da lontano,

di rosa il ciel colora e tutto il vasto piano!

“Ecco il sol che ritorna”!

“Ecco sorride per li poggi e le ville” ! (*)

Tutti e tutto carezzando va

col suo tenero, dolce tepore!

Sempre alla Terra,

la sua amica preferita,

sorride divertito!

A volte, però,

la sua amica cara

qualche scherzetto gli prepara,

nascondendosi dietro un sipario!

Un gran sipario di folte nuvole,

tra le quali egli (*)si deve giostrare

per raggiungere la sua amica cara!

Con l’aiuto del fratello Vento,

quel sipario riesce a dissipare

e così di nuovo la Terra,

col suo sorriso ed il suo tepore,

riprende amorevolmente ad accarezzare!

Col suo sorriso,

buon umore e linfa vitale da’

a persone, piante ed animali!

(*) Son questi due bellissimi versi del grande Leopardi

(vedi: “LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA”)

Funo di Argelato, giovedì 29 settembre 2016,

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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