TORTINO DI MELANZANE

Lucana in Cucina by Antonella Lallo 2017 Obda Lucana.jpg

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

TORTINO DI MELANZANE

Il Tortino di Melanzane è uno dei piatti estivi più amati e goloso.

La principale caratteristica nutrizionale delle melanzane è l’alto contenuto di acqua, potassio, fosforo e calcio (9 mg /100 g). Il contenuto in carboidrati, proteine e grassi. Ingredienti :

  • 4 Melanzane,

  • Pomodorini ciliegino 200 g.

  • Scamorza 250 g.

  • Prosciutto cotto 150 g.

  • aglio 1 spicchio,

  • Olio extravergine d’oliva q.b.

  • Sale fino q.b.

Preparazione

Per preparare il tortino di melanzane, lavate le melanzane ,spuntatele e tagliatele a tocchetti.

Poi preparate anche gli altri ingredienti:

lavate e tagliate i pomodorini, sbucciate uno spicchio d’aglio,tagliate anche la scamorza a dadini e il prosciutto cotto a strisce e aggiungete il sale,ponete le melanzane e l’intero composto in una teglia,mettetele in forno statico a 200° per circa 20 minuti.

Il tutto e’perfettamente pronto!!

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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