MAMMA!

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Immagine tratta da Web.

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

MAMMA!

Dolce parola che il neonato per prima impara,

fonte di vita per i figli

a cui con dolore e grande amore la luce dai!

Il tuo amore per noi

perenne vive e ogni istante s’accresce!

Intorno a te l’aria effondi di gioia immensa!

Profonda tristezza ti prende,

allor che separarci dobbiam da te.

Ma bello, radioso si fa il tuo viso,

quando a te facciam ritorno.

Ed allora, beata, festa ci fai!

Quando già i primi palpiti,

                 i primi lenti movimenti, i primi scalpitii

                animano la creatura che in te si forma e vive,

             le tue ansie, le tue apprensioni, la tua dolce tenerezza

                 ti fan prendere mille precauzioni…!

Tuoi sono le gioie e i piaceri nostri

tuoi i nostri affanni e le nostre pene…!

Non mangi, non bevi, non dormi;

pace non ti dai, se tuo figlio,

per pena palese od occulta, è triste o sofferente:

ogni battito del suo cuore con trepidazione segui…!

Guai poi se male alcun fanno alla tua creatura:

qual belva ti scateni con furia!

                     Nella gioia e nel dolore,

                  sempre a te, mamma, il pensiero vola!

                        Mamma!

                                                          Ognuno esclama,

                  quando la gioia gli invade l’animo!

                        Mamma!

                  Ognuno invoca, ognuno implora,

                  quando pena, impietosa  lo rode….!

                  Funo di Argelato, settembre 1981)

                                                Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

 

 

 

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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