Reddito minimo, siamo allo scaricabarile. Colpa dei Comuni che non presentano progetti validi.

 

REGIONE-BASILICATA1
27 Giu 2017

Scritto da Mariolina Notargiacomo

POTENZA – Un programma che è tutto un programma. E che necessita ancora di un bel po’ di tempo prima che si possa ritenere attuato nel rispetto degli adempimenti previsti dalle disposizioni di legge. Passaggi irrinunciabili, il cui assolvimento spetterebbe alle amministrazioni comunali.

Quest’ultime sono state convocate ieri in Regione proprio al fine di un ulteriore confronto, a quanto pare, indispensabile per consentire ai beneficiari del reddito minimo di inserimento di poterne usufruire. Si tratta di 4750 lucani: nuclei familiari, la cui sorte dipende dalla capacità dei Comuni di provvedere al loro inserimento in progetti lavorativi concreti e ammissibili. Sebbene l’avviso pubblico per l’avvio delle selezioni sia stato approvato con delibera di Giunta n.1589 il 1 dicembre del 2015, a distanza di due anni le procedure continuano ad essere inficiate da anomalie tali da non consentirne l’approvazione.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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