Potenza,usata una nuova valvola cardiaca

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Impiantata a paziente 44enne con un intervento di tre ore

Redazione ANSA POTENZA 29 giugno 2017 16:31 NEWS

(ANSA) – POTENZA, 29 GIU – L’ospedale “San Carlo” di Potenza è la prima struttura pubblica in Italia ad aver utilizzato una nuova generazione di valvole cardiache biologiche: l’operazione chirurgica si è svolta oggi, nel complesso ospedaliero del capoluogo lucano, su un paziente campano di 44 anni, ed è stata condotta dal primario di cardiochirurgia, Giampaolo Luzi. Il paziente ha avuto una sincope per una calcificazione della valvola aortica lo scorso 25 aprile mentre giocava con il figlio. L’uomo conduceva un’intensa attività sportiva, senza mai aver avuto sintomi di problemi cardiaci. L’intervento è durato complessivamente circa tre ore. La nuova generazione di valvole cardiache sono oggi disponibili dopo 12 anni di ricerche e di studi clinici: il primo utilizzo, in Europa, è stato a Londra lo scorso anno.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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