Consiglio regionale, casta senza vergogna. Prima il “salva-poltrone” ora il “resuscita-vitalizi”

 

regione
30 Giu 2017

Scritto da redazione

POTENZA- Ormai sembra di assistere al noto “assalto alla diligenza”, pratica sempre in uso nella politica italiana e che, nel Consiglio regionale lucano, sta vivendo giornate concitate da quando ormai si è presa consapevolezza, vista la volontà di Pittella di lasciare la presidenza per uno scranno al parlamento, che la consiliatura potrebbe terminare a breve.

Tutto, infatti, dipenderà dalla data del voto delle Politiche. E così se da un parte il parlamentino lucano, battendo ogni record tra commissioni e voto in aula, ha già approvato in prima lettura una modifica allo Statuto regionale (tra l’altro nuovo di zecca, essendo stato varato solo qualche mese fa) con la quale, in caso di dimissioni di Pittella appunto, evita lo scioglimento auto-prorogandosi per qualche mese così da salvare scranno e indennità (la già ribattezzata “salva-poltrone”), dall’altra è andato anche oltre preoccupandosi finanche – approfittando di una variazione di Bilancio – di approvare una legge che reintroduce il vitalizio per i consiglieri regionali della passata legislatura, quelli appunto che non erano riusciti a versare i contributi per più di 30 mesi (due anni e mezzo) essendo la consiliatura terminata in anticipo per le dimissioni di De Filippo giunte proprio per lo scoppio dello scandalo Rimborsopoli.

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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