TRAMONTO SUL MONTE VULTURE

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Monte Vulture Immagine tratta da Web.

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna 

TRAMONTO SUL MONTE VULTURE

Il sole, dopo un lungo e faticoso percorso,

infine giunge all’opposto orizzonte!

Stanco,

lì sul monte vulture

declina piano!

Sul nostro bel monte,

che al ciel s’eleva maestoso,

con le sue verdi cime boscose!

Lì s’adagia lentamente,

per poi sparire completamente!

Ma, prima di sparire,

tutto rosso egli (*) diventa!

Un gran disco di fuoco sembra ora!

Un fuoco sul monte Vulture!!!

Un fuoco, però, che nulla incendia

e che di rosso lassù il ciel colora,

come un esperto bravo pittore!!!

E le nuvole, che lì cono,

batuffoli rosa sembran ora!

Magnifico spettacol stupendo…:

il cielo a quest’ora!

Dietro il monte, infine,

il sole scende,

mentre il suo bagliore

si spegne lentamente!

Funo di Argelato (Bo), 4 ottobre 2016,

ore 23,4o, in via Bellini, 4

(*) egli, invece di esso: licenza poetica,

perché qui il sole è personalizzato!

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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