I BIMBI

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Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

I BIMBI

Giocan i bimbi nel cortile

allegri e spensierati,

dalla vita non ancora mascherati…!

Ingenui e gai, giocan felici,

senz’ombra di pena

e tutti raggianti in viso!

Frenetici

nei loro giochi infantili,

corron festosi

saltan e si rincorron

senza posa!

Belli, radiosi e pien di vita

sono i bimbi ogni dì

come i fiori e più del sole!

Della famiglia son lo splendore

che gioia danno più dell’oro!

Gioia più grande

il mondo non ha

di quella che d’un bimbo

il sorriso ti dà!

Belli sono i bimbi,

ma oggi (vedi la data, sotto) poco amati,

anzi spesso

dagli adulti maltrattati…

e della loro infanzia derubati!

(Funo di Argelato, Febbraio 1989)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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