Migranti. Francia e Spagna negano i porti per gli sbarchi e obbligano l’Italia ad accogliere tutti

A neanche 24 ore dall’intesa raggiunta a parole con i ministri dell’Interno di Francia e Germania e benedetta dalla Commissione Ue, l’Italia incassa due porte in faccia. Anzi, due porti: quelli della

stessa Francia e della Spagna, che secondo fonti da Bruxelles riportate dall’Ansa diranno no all’apertura dei loro scali marittimi alle navi delle ong cariche di migranti. Il tutto mentre l’Onu prevede che i flussi provenienti dalla Libia non sono destinati a diminuire.

Solo domenica il vertice informale a tre tra i ministri dell’Interno di Francia, Germania e Italia, Gerard CollombThomas de Maiziére e Marco Minniti  – cui aveva partecipato anche il commissario europeo agli Affari Interni Dimitris Avramopoulos– si era concluso con i soliti sorrisi e una nuova serie di impegni: da una parte un aumento degli sforzi di Parigi e Berlino sui ricollocamenti, dall’altra parte un codice di condotta per le ong, ulteriore sostegno (anche economico) alla Guardia costiera libica e aiuti all’Osservatorio per le migrazioni e all’Unhcr perché i centri in Libia rispondano agli standard sui diritti umani. Si pensa anche di cambiare la regola secondo cui le navi delle organizzazioni non governative, che rappresentano il 35-40% della flotta in mare che fa ricerca e salvataggio, sbarcano i migranti a bordo di EunavforMed Sophia. Previsto anche un miglioramento della collaborazione tra Italia e Malta nelle operazioni di soccorso, che tuttavia, si sottolinea, non significa che i migranti saranno sbarcati sull’isola.

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Migranti. Francia e Spagna negano i porti per gli sbarchi e obbligano l’Italia ad accogliere tutti

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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