CAMPAGNA MERIDIONALE

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Immagine tratta da repertorio Web.

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna 

CAMPAGNA MERIDIONALE

In luglio o in agosto

ogni anno la campagna rivedo del mio paese,

desolata per la lunga siccità!

Tranne vigne ed orti,che alla forte calura tengon botto,

tutto attorno è secco ed ingiallito, per la sete, a lungo patita….!

I campi di grano, qualche mese prima

verdi smaglianti, delle bionde spighe privati,

pallidi e smorti son ora di ruvide stoppie giallastre!

Erbe e fiori di vivaci colori,

che in primavera nei campi crescon rigogliosi,

spenti e secchi son ora!

E, peggio ancora, tanti altri

di quei capi di grano rasati, neri, ora son diventati.

Neri di morte…, ché animali insensati….tutto in loro hanno bruciato!

Stoppia, erbe, cespugli, alberi, rovi, fiori ed animali.

Uomo – lo sai – se alla Natura tanto danno procuri,

quel male che ad essa fai, potrebbe un giorno esserti fatale….!

Alluvioni e frane sicuramente potresti provocare,

se la Natura ancora fai adirare….!

Smetti, quindi di bruciare: essa è vita per tutto il creato!

La tua stessa vita e quella di tanti animali e piante distruggi, se la Natura bruci.

Più non comportarti da criminale….,

smetti per sempre di bruciare, la Natura più non rovinare!

Della tua opulenza

i rifiuti, specialmente se nocivi,

nella bella campagna non abbandonare.

La Natura, più non deturpare!

Funo di argelato, 14/10/2012, ore 14,50, in via Bellini, 4

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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