CIELO AZZURRO!

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Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

CIELO AZZURRO!

Finalmente anche qui nel centro-nord

il cielo è completamente azzurro!

Sgombro delle lenzuola bianche o scure delle nuvole,

oggi è tutto azzurro!

Azzurro come il mare e più del mare!

Dove ogni cosa  più bella appare

ed ogni cosa più ti fa amare!

Nell’azzurro, luminoso, splende il sole!

Il sole che vita e colore da’ ad ogni cosa!

Di giallo tutto il sol colora!

il bel giallo che  accende gli umori

e via manda lo squallore!

Festose, nell’azzurro sfreccian le rondini!

Ebbri di tepore e libertà,

in alto si librano, incontro al sole!

A gara, scorrazzan vertiginose,

facendo mille giri!

Sembran tanti neri aeroplanini!

Per lo libero cielo volan, però

senza alcun fastidioso rumore!

Oh! Come più  bello è il cielo,

quando si veste d’azzurro!

A lui tanto gli dona

ed a noi tanto giova,

chè allegria ci da’

ed il morale  ci fa lievitare…!

Funo di Argelato (Bo), 15 marzo 2017, ore 23,26, in via bellini, 4.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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