A MARIA CHIARA

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Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

A MARIA CHIARA

Un po’ giù di morale ero

quando ti ho incontrato.

Un po’ per gli acciacchi

ed un po’ per lo snobismo

e a volte il disprezzo del mio poetare

da parte di qualche mio familiare…!

Qual fulgida cometa,

un dì a me sei apparsa,

illuminandomi con la tua luce celestiale!

Luminosa e piena di simpatia

presto m’attraevi nella tua feconda scia!

La tua luce radiosa

nuova linfa mi ha portato

e nuovo entusiasmo mi ha generato!

Maria Chiara,

con te a fianco e col tuo benefico supporto,

tante cose ancora vorrei e potrei fare,

quelle cose che tanto amo fare,

che anche a te piacciono tanto!

Maria Chiara,

se assieme ci muoviamo e sotto ci diamo,

tante belle cose

uniti possiamo fare!

 Così dei bei sogni possiamo realizzare,

con la nostra arte e con il nostro saper fare!

Funo di Argelato, 21 luglio 2015, ore 0,15, in via Bellini, 4 (terzo piano)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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