Fornero pentita “Parlare di prepensionamenti si può” .

Si è pentita anche Elsa Fornero. Certo, troppo tardi. Sia per gli esodati sia per chi si è visto la vita scombussolata, o rovinata, perché quell’assegno lo sta ancora aspettando. Ma tant’è, incredibile ma vero, la ministra delle Lacrime (nostre) in  

diretta tv ha affermato chiaro e tondo: “Parlare di prepensionamenti si può“. Così, su Rai3 ad Agorà Estate, così come riporta Il Tempo. Una frase alla quale la conduttrice, Serena Bortone, ha risposto con prontezza: “E perché non ci ha pensato lei?”. Scontata la risposta della fedelissima di Mario Monti: “Perché allora non si poteva. Oggi le cose sono cambiate”, anche se non spiega cosa sia cambiato rispetto ad allora. Resta una sorta di “svolta epocale”: la donna che ha negato le pensioni agli italiani, ora, parla di prepensionamenti. Nel dettaglio, riferendosi alla sua riforma draconiana, la Fornero spiega: “Ora sono passati quasi sei anni, si può rivedere e fare un po’ di flessibilità. Flessibilità per chi ne ha bisogno e flessibilità pagata in proprio per chi non è in condizioni disagiate e può ancora lavorare”. Colpisce, anche, quel “flessibilità per chi ne ha bisogno”: parla forse di quelli che non hanno ancora visto la pensione a causa della sua “cara” riforma?

via Fornero pentita “Parlare di prepensionamenti si può” — Cagliari Post

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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