Kyenge lancia l’appello: “Accogliamoli tutti”.

“È una frase che sta facendo discutere ovunque ma a mio avviso distoglie l’attenzione da quella che è la realtà, da quella che è l’attualità”, spiega l’ex ministro all’Immigrazione intervenendo questa mattina a Radio Padova dai cui microfoni lancia un appello a tutti gli italiani: “Rompete barriere dell’egoismo e accogliete tutti gli immigrati”. Una frase a dir poco audace e che

fa incazzare molto gli italiani e che viene pronunciata alle prime ore di un nuova giornata di sbarchi che vede oltre 5mila migranti in arrivo nel Sud d’Italia, dove in questo fine settimana ne sono attesi in totale settemila.

L’Italia continua a essere in emergenza sul fronte degli sbarchi: a giugno ne erano arrivati 25mila (+8% rispetto a maggio), 85mila da inizio anno. Da Bruxelles hanno fatto sapere che non ci saranno aperture dai partner dell’Unione sugli arrivi in altri porti europei e quindi il mandato della missione Triton e dell’operazione Sophia non cambia. Intanto gli sbarchi riaccendono la polemica politica. E la Kyenge si è subito scagliata contro Matteo Renzi che, negli ultimi giorni, sembra aver sposato l’idea leghista dell’“aiutiamoli a casa loro”“Oggi la questione che si pone, al di là delle proposte che saranno messe all’interno di una politica globale, è cosa facciamo delle persone che sono dentro al mare, cosa facciamo delle persone che sbarcano? – interviene l’europarlamentare – questa è la questione ed io risponderei accogliamoli tutti”.

A Catania 1.428 sono stati sbarcati dalla nave “Diciotti” della Guardia Costiera, su cui erano presenti anche agenti della Squadra mobile della Questura e militari della Guardia di finanza per individuare eventuali scafisti. A Salerno è attraccata la nave “Vos Prudence” di Medici Senza Frontiere con a bordo 935 migranti. Di questi, 793 sono uomini, 125 donne di cui sette in gravidanza, 14 minori e 2 neonati. A Brindisi c’era un neonato venuto alla luce durante la traversata fra gli 860 migranti sbarcati dalla nave Aquarius dell’organizzazione umanitaria Sos Mediterranee. A bordo c’erano 120 minori. Il neonato, che è stato chiamato Cristo, è in buone condizioni di salute. Nel primo pomeriggio arriva al porto di Crotone una nave norvegese con a bordo 1.200 migranti. La “Olympic commander” fa parte del dispositivo internazionale Frontex. “Le persone sono dentro i barconi, le persone sono alle porte delle nostre frontiere – ammette la Kyenge – stiamo parlando di 85mila persone che hanno già un piede sul territorio europeo. Quando dico accogliamoli tutti non mi riferisco solo all’Italia, mi riferisco ad uno Stato federale di 500 milioni di abitanti è qui che bisogna essere abbastanza chiari”.

Per la Kyenge “accogliamoli tutti” significa “rompere l’egoismo degli altri Stati membri”dell’Unione europea“Vuol dire anche spingere le politiche degli altri stati europei – conclude l’europarlamentare – questo è anche il nostro lavoro, il lavoro di chi risiede nelle istituzioni europee, il lavoro dei parlamentari, il lavoro di chi fa parte di una commissione ma soprattutto dei governi che devono avere una politica”.

via Kyenge lancia l’appello: “Accogliamoli tutti” — Cagliari Post

Fonte:https://cagliaripost.com/2017/07/15/kyenge-lancia-lappello-accogliamoli-tutti/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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