Mezza Italia in fiamme,  i roghi dolosi desertificano vaste aree meridionali .

Dal 15 giugno più di 22mila gli interventi ed è stato necessario l’aiuto di due Canadair francesi. Negli ultimi 10 anni in fumo 500mila ettari di boschi. Rischio idrogeologico

Mezza Italia continua a bruciare. Ieri è stata la Sardegna la regione più flagellata, dopo la Sicilia, ma non hanno smesso di ardere i focolai ai fianchi del Vesuvio o i roghi, anche di grosse dimensioni, che stanno ancora colpendo la Calabria. Già dalle prime ore della mattina il Centro operativo aereo unificato della Protezione civile a Roma ha ricevuto richieste di soccorso aereo. Per tutto il giorno sono proseguite ovunque, ininterrottamente, le operazioni di spegnimento: quattordici Canadair, quattro elicotteri dei Vigili del fuoco (da soli i pompieri hanno gestito 1.200 interventi) e sette della Difesa sono stati impiegati per gestire le situazioni di maggiore difficoltà. Anche ieri, come due giorni fa, due Canadair francesi sono intervenuti prima nel comune di Positano, poi ancora nell’area vesuviana. Canadair che sarebbero intervenuti nei giorni scorsi su richiesta del grillino Luigi Di Maio. Richiesta smentita dall’ambasciata francese: «Non abbiamo mai ricevuto nessuna richiesta, messaggio o chiamata del signor Di Maio».
Sardegna nel mirino

La Sardegna brucia tutta, da Nord a Sud. Il rogo è doloso in Ogliastra, ad Arzana, dove sono stati trovati inneschi. Quasi certo il dolo anche in Gallura dove, complice il maestrale, sono bruciati in poche ore 385 ettari tra Budoni e San Teodoro: venerdì erano state evacuate più di 1.500 persone, ieri un migliaio hanno potuto far rientro a casa. E ancora: un gigantesco rogo è divampato alle porte di Cagliari e alcune delle strade di collegamento verso il capoluogo sono state chiuse. Sul Vesuvio gli incendi sono meno intensi, ma interessano un’area più vasta. Il presidente della Campania Vincenzo De Luca sta valutando la richiesta dello stato di calamità naturale, e conferma che nel vesuviano si è trattato di un’azione della criminalità organizzata: «Non dobbiamo permettere che le aree dove ci sono stati incendi diventino nuove discariche».

La crisi nel Cosentino

Nel Cosentino l’emergenza sembra non avere fine: 44 roghi, soprattutto in aree boschive e nel territorio della Sila, ardono ancora dopo che giovedì due uomini sono morti nel tentativo disperato di spegnere il fuoco che stava raggiungendo i loro terreni. Il presidente della Regione Mario Oliverio ha annunciato che chiederà lo stato di calamità. Fiamme anche in Puglia: a Castellaneta Marina, nel Tarantino, sono bruciati trenta ettari di pineta. I geologi fanno i conti: in dieci anni sono andati in fumo 500 mila ettari di boschi, e le zone senza boschi sono quelle più soggette al rischio idrogeologico. Quello diffuso ieri dal Viminale è un bollettino di guerra: dallo scorso 15 giugno sono stati fatti più di 22 mila interventi, a fronte dei circa 14 mila nello stesso periodo del 2016, e dall’inizio dell’anno le denunce per incendio boschivo in Italia sono state 364, con undici arresti. Cinque solo a luglio.

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via Mezza Italia in fiamme,  i roghi dolosi desertificano vaste aree meridionali — Media Financial Credit

Fonte:http://www.corriere.it/cronache/17_luglio_15/mezza-italia-fiamme-roghi-dolosi-a2e6bfe4-68cb-11e7-a661-7b83dfae73a6.shtml

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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