La Corte Costituzionale ha dato ragione all’Abruzzo sul ricorso anti-trivelle: il comma 7 dello dell’articolo 38 dello Sblocca Italia è illegittimo, la ricerca mineraria non è di esclusiva competenza dello Stato.

lug 17, 2017,

Con la sentenza 170, pubblicata il 12 luglio scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il comma 7 dell’art. 38 del Decreto legge 133 (Sblocca Italia). In sostanza la Corte ritiene fondato il ricorso presentato dalla Regione Abruzzo che, insieme a diverse regioni (fra cui Lombardia, Campania e Veneto), aveva presentato ricorso.

“In sostanza – dice il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca – l’Alta Corte ha stabilito che, trattandosi di materia concorrente, non fosse competenza esclusiva dello Stato – senza alcun coinvolgimento delle Regioni – emanare il ‘Disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale’ contenuto nel decreto del Ministero per lo sviluppo economico del 7 dicembre 2016. Questa sentenza riapre una partita che il governo considerava chiusa, con un provvedimento che toglieva alle Regioni e alle comunità locali ogni possibilità di intervento sulle politiche energetiche. Ora abbiamo l’opportunità di far valere le nostre ragioni in merito a progetti che, in nome di un interesse nazionale tutto da dimostrare, mettono a rischio la sicurezza dei cittadini, la salubrità dell’ambiente e la possibilità di programmare lo sviluppo assecondando le vocazioni dei nostri territori. Questa tendenza è stata resa possibile dalla vittoria del NO al referendum del 4 dicembre, che ha lasciato in vigore quanto stabilito negli articoli 117 e 118 della nostra Costituzione”.

via Trivelle, l’Abruzzo vince ricorso contro Sblocca Italia — Notizie Dal Web

Fonte:http://www.rete8.it/cronaca/4567890trivelle-labruzzo-vince-ricorso-contro-sblocca-italia/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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