QUESTIONE VALBASENTO: POCHE RISORSE PER TANTI PROBLEMI

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VITO BUBBICO  

Ci troviamo a gestire aree industriali che hanno tanti problemi, come la Valbasento, potendo contare su pochissime risorse”.

Così ha risposto l’amministratore unico del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera, Carlo Chiurazzi, al fuoco di fila delle domande delle imprese di Confapiriunite presso l’azienda Smecap di Ferrandina, alla presenza del presidente Massimo De Salvo, del vice presidente Francesco Ramundo, del padrone di casa Michele Molinari e del direttore Franco Stella.

Martedì sera un’assemblea di 20 imprenditori dell’area industriale di Valbasento Macchia di Ferrandina, aderenti a Confapi Matera, si è riunita presso un’azienda della Valle, unitamente ai vertici del Consorzio per lo Sviluppo Industriale (Chiurazzi era accompagnato dal direttore generale Rocco Dichio), per esaminare per l’ennesima volta lo stato delle infrastrutture e dei servizi nell’agglomerato.

Al termine dell’incontro è apparso evidente a tutti che, nonostante gli sforzi e l’impegno del Consorzio, da tutti riconosciuti, la mancanza di adeguate risorse finanziarie ha ormai tolto ogni dignità a un’area industriale in forte degrado fisico e carente di servizi per le aziende, un’area che, abbandonati i fasti del passato, vive da anni un’emergenza perenne, aggravata dal crollo della strada provinciale che costeggia il fiume Basento.

Gli imprenditori riuniti hanno dato mandato al presidente dell’Associazione, Massimo De Salvo, di porre con forza la questione Valbasento al presidente della Regione, Marcello Pittella, invitandolo a un incontro, da tenersi nella Valle, per una ricognizione dei luoghi e per un confronto con gli imprenditori.

Non esiste in Italia – scrive De Salvo a Pittella – una strada che non sia stata rifatta dopo 50 anni dalla sua costruzione; in Valbasento, infatti, non è mai stata fatta la manutenzione straordinaria della viabilità interna e nelle 3 aree industriali del Materano non si fanno interventi strutturali da almeno 25 anni”.

Il Patto della Basilicata destina 15 milioni di euro alle aree industriali lucane, di cui 7,5-8 mln per il Consorzio di Matera e 5 per la Valbasento con un solo milione per la riqualificazione della viabilità. Inoltre, il III Atto Integrativo dell’Accordo di Programma per il risanamento del dissesto idrogeologico non contempla, nei 61 interventi previsti, il rifacimento della strada crollata con la conseguente sistemazione fluviale”.

Occorre, dunque – prosegue il presidente di Confapi Matera – che la Regione prenda in maggiore considerazione la questione Valbasento e destini all’area industriale di Macchia di Ferrandina le risorse finanziarie necessarie per le infrastrutture; si stima non meno di 25 milioni. Senza un piano straordinario della Regione, la Valbasento è destinata a restare a lungo nella condizione di abbandono in cui si trova”.

Nata nel 1960, la Valbasento è l’area più vecchia della provincia di Matera e ospita imprese di primaria importanza, che costituiscono un fiore all’occhiello della Basilicata e che danno lavoro a circa 2.000 persone, tra diretti e indiretti.

Lo sforzo è quello di ridare decoro e servizi a un’area che sconta un gap notevole rispetto agli altri due agglomerati industriali di Matera, La Martella e Jesce, e dove l’esiguo numero di imprese esistenti probabilmente incide in maniera negativa sulle scelte strategiche della Regione.

Intanto l’area di Macchia di Ferrandina vive un piccolo clima di euforia dopo che alcuni imprenditori locali hanno rilevato dal fallimento lo stabilimento Mythen per implementare un’attività industriale legata alla chimica verde, per auto-produrre la materia prima, la resina vegetale, per produrre mosaico digitale, cioè bio-piastrelle, recuperando rifiuti, salvando i livelli occupazionali e attirando capitali italiane ed esteri.

Ma di questo si parlerà in una conferenza stampa che Confapi Matera e la Società convocheranno prossimamente in Valbasento.

Fonte :http://giornalemio.it/economia/questione-valbasento-poche-risorse-per-tanti-problemi/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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