Chiesto il Commissariamento dell’Arpab al Governo

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di Redazione Basilicata24

“Arpab e Regione Basilicata sconfinano nel ridicolo grazie al duo Iannicelli Pittella”

Pittella e Iannicelli, seduti uno vicino all’altro come due compagnucci di scuola, hanno rassicurato i cittadini lucani sulla riapertura del COVA “tutto regolare. Tutto a posto”. Anzi, hanno assicurato che ci sarà un presidio costante da parte di Arpab nella fase di riavvio, provando a mantenere h24 una presenza sul territorio per i primi 15 giorni. 19 Luglio 2017, il Direttore dell’Arpab, Edmondo Iannicelli, con Deliberazione n. 222, mette le mani avanti, cercando di salvare la faccia, e dichiara lo stato di emergenza per la carenza di personale. I fatti si commentano da soli. Delle due l’una: o il Presidente della Regione, mentre esaltava il ruolo dell’Agenzia per la protezione ambientale nel monitoraggio ambientale della nostra Basilicata, non sapeva nulla della delibera sullo stato di crisi dell’Arpab o sapeva tutto e ha preso in giro Lucani e giornalisti. In entrambi i casi: il duo Iannicelli/Pittella hanno messo in scena la più vergognosa pantomima della storia lucana. Seduti allo stesso tavolo, rassicurano i cittadini mentre sono consapevoli che l’Arpab non funzionerà praticamente più. L’Agenzia, infatti, impegnata a monitorare il COVA, non erogherà più le prestazioni così come programmato dalla Regione e da altri Soggetti Istituzionali, perché manca il personale e ci sono le ferie estive. Abbiamo sempre saputo che di queste persone non ci si può fidare e, già da molto tempo, per la precisione lo scorso 7 giugno, attraverso il nostro Capogruppo alla Camera, Fabio Rampelli, abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio, vista la conclamata incompetenza a gestire la situazione di chi governa, se non sia il caso di commissariare l’ARPAB. Siamo al minimo storico della credibilità delle Istituzioni lucane, i cui vertici, davanti alle telecamere e giornalisti dicono una cosa e poi, negli atti pubblici, ne scrivono un’altra. Si prenda atto che Arpab non è un soggetto credibile su cui fare affidamento per il futuro prossimo, per affrontare la questione COVA e tutte le atre problematiche ambientali che interessano la Basilicata. Si prenda atto del fallimento della gestione di questo Governo regionale. Pittella la smetta di fare il venditore di pentole e di “giocare” con le gravissime emergenze ambientali.

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

Gio, 20/07/2017 – 17:11
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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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