Rai, il disastro nel disastro (28) – Dopo Renzi paladino della libertà di stampa in Turchia…. “Avanti” con le marchette editoriali sul servizio pubblico mentre in Italia si perquisiscono le sedi dei giornali.

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Posted on 22 July 2017

Renzi paladino della libertà di Stampa… in Turchia (176)

Posted on 8 March 2016

sindrome turchia 2Eccone una sui carabinieri allo scopo di dimostrare cosa sia una barzelletta: “Affonda una nave e purtroppo tutto l’equipaggio annega ma sorprendentemente due carabinieri vengono trovati vivi. Sorpresi i soccorritori chiedono: “Come mai non siete annegati come tutti gli altri?”, e loro: “A noi carabinieri quando siamo in servizio è assolutamente vietato bere!”.

Questa che segue è invece una verità, per inciso una notizia riportata da tutti i giornali, telegiornali del servizio pubblico, newsletters e quant’altro usa il renzismo per farsi pubblicità: Matteo Renzi avrebbe chiesto “Libertà di Stampa” in Turchia, pena il non pagamento dei miliardi che Erdogan chiede per trattenere i migranti entro i suoi confini….

Preciso inoltre che non si tratta di omonimia, il Matteo Renzi appena citato è proprio il nostro Premier, quello stesso che non troppi mesi fa, durante il suo festival sessista, ovvero la “Leopolda, terra di uomini”, lanciò il suo editto bulgaro contro il Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio perché restìo ad unirsi al codo laudatorio nei suoi confronti già intonato dalla restante corte mediatica italiana. E si tratta sempre di quel Matteo Renzi che per giorni, settimane e mesi è comparso in poster formato lenzuolo sulle Home del Corriere della Sera, di Repubblica e de L’Unità e al cui confronto il Caro-Leader nordcoreano ha un invidiabile senso della discrezione. In ultimo si tratta di quello stesso Matteo Renzi che ha fatto un sol boccone di Mamma-Rai e a voglia lamentarsi l’abbonato in prima fila!

Insomma, o libertà di stampa in Turchia o mort… acci vostra!

Tratto da…https://rinabrundu.com/2017/07/22/rai-il-disastro-nel-disastro-28-dopo-renzi-paladino-della-liberta-di-stampa-in-turchia-avanti-con-le-marchette-editoriali-sul-servizio-pubblico-mentre-in-itali/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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