A CHIARA

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Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

A CHIARA

Tu che del cuor mio sei la consolazione,

tu che m’infondi ansia e gioia,

che mi tieni ogni ora in apprensione…,

dammi tutto il tuo amore,

fa felice quest’animo focoso!

Ogni tuo palpito è per me alimento di vita.

Obliar mai io potrò il tuo amore, che mi stringe,

forte mi stringe nelle sue spire…!

Donna per me al mondo non c’è che felice possa farmi più di te!

Bella, sempre più bella sei ogni volta che nella mia mente vieni!

(Banzi, Luglio 1967)

P. S. – QUESTA E’ TRA LE MIE PRIME COMPOSIZIONI POETICHE, RISALENTE AL LONTANO “ANNUM DOMINI 1967”, BEN 50 ANNI FA! QUANDO GIA’ IL FUOCO D’AMORE PER UNA RAGAZZA DEL MIO PAESE IN ME ARDEVA E DIVAMPAVA…! PENSO CHE ORA TU POSSA CAPIRE QUANTO IO CI TENGA A QUESTA MIA, SE PUR MODESTA, MA SICURAMENTE GENUINA POESIA, PROPRIO PERCHE’ SGORGATA DAL MIO CUORE INNAMORATO…!

 Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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