Lacorazza: “indagine epidemiologica da estendere, una volta testato il modello in Val d’Agri”.

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 25 luglio 2017

http://www.gazzettadellavaldagri.it/lacorazza-indagine-epidemiologica-estendere-volta-testato-modello-val-dagri/

Mi farò carico di richiedere all’Assessore Franconi e ai rappresentanti della Fondazione Basilicata Ricerca Biomedica, alla quale con ritardo è stata affidata la responsabilità di coordinare l’indagine epidemiologica, di estendere, una volta testato il modello in Val d’Agri, tale sperimentazione ai comuni in area SIN.

Vi è la necessità di un atto Regionale che definisca criteri e risorse per dare la possibilità di estensione a tutte quelle aree che possono presentare forti rischi per la salute derivanti da insediamenti industriali (es. Fenice a Melfi)

Penso che bisogna raccogliere e valutare la richiesta del Sindaco di Tito Graziano Scavone e credo condivisa dalla Sindaca di Pisticci Viviana Verri.

Il tema, più in generale della area SIN, in ogni caso, è stato oggetto di interrogazioni, audizioni ed interlocuzione da me promosse anche in merito alla vicenda relativa alla relazione tra bonifica e salute in queste aree interessate da un livello di inquinamento davvero preoccupante. 

Fonte:http://www.gazzettadellavaldagri.it/lacorazza-indagine-epidemiologica-estendere-volta-testato-modello-val-dagri/

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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