“Difendiamo la razza italiana” e a sinistra scoppia la bufera.

La frase l’è uscita così, spontanea, con quella parolina che tanto fa scandalo a sinistra: razza. «Se uno vuole continuare la nostra razza, se vogliamo dirla così, è chiaro che in Italia bisogna iniziare a dare un sostegno concreto alle mamme e alle famiglie. Altrimenti si rischia l’estinzione tra un po’ in italia».

Apriti cielo. In pochi minuti, dopo quella dichiarazione a Radio Cusano CampusPatrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e responsabile del dipartimento del Partito Democratico per la difesa degli animali, s’è ritrovata travolta dalle polemiche del centrosinistra. La sua colpa è avere sostenuto, come spesso si fa a destra, la necessità di tutelare le mamme italiane dare un sostegno alla natalità delle famiglie, non solo quelle degli immigrati. «In Italia nascono sempre meno figli, la genitorialità viene spesso lasciata da sola, le mamme omosessuali, donne o uomini che siano, vanno aiutate. Non ci sono più mamme in Italia, vi rendete conto che siamo il Paese più anziano d’Europa? Siamo un Paese che rischia tra qualche decennio di non avere più ragazzi italiani» ha aggiunto la Prestipino.
Il pruno a reagire è stato Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana: «Leggo dalle agenzie di stampa che una certa Patrizia Prestipino, dirigente nazionale del Pd, nell’improbabile tentativo di difendere la scelta di istituire in quel partito un dipartimento mamme, ha sostenuto la necessità di dare continuità alla razza italiana. Vorrei ricordarle che come diceva un tale Albert Einstein la razza è una sola. È la razza umana».

via “Difendiamo la razza italiana” e a sinistra scoppia la bufera — Cagliari Post

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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