Sentenza Tar Basilicata su eolico, pericoloso vuoto normativo.

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di Redazione Basilicata24

Leggieri (M5S) presenta interrogazione su piano paesaggistico regionale

Sulla sentenza del TAR Basilicata, che di fatto annulla la delibera della giunta regionale n. 175/23017 contenente le linee guida sugli impianti eolici superiori a 1 Mw di potenza, c’è molto da dire. Il TAR ha accolto il ricorso di un privato cittadino che chiedeva di installare un impianto eolico pari a 60 Mw nel territorio del comune di Potenza che a sua volta, con una propria nota, invitava il richiedente ad adeguarsi alle prescrizioni della predetta delibera. Sta di fatto che con una doppia impugnativa, riferita sia alla delibera regionale che all’atto attuativo comunale, oggi siamo tornati ad un pericoloso vuoto normativo. Eppure, immediatamente dopo l’emanazione delle linee guida regionali, rilevando in esse diverse contraddizioni e prevedendo le probabili difficoltà dei comuni nell’applicarle, avevo scritto una lettera aperta al Presidente Pittella nella quale si chiedeva di istituire in tempi brevi un tavolo tecnico con la partecipazione degli uffici regionali e comunali, oltre che quella delle associazioni ambientaliste che da anni si occupano della questione eolico in Basilicata. Era il 26 aprile. Viviamo in un momento caratterizzato dal caos normativo in un settore che invece doveva segnare il cambio di passo per la nostra regione. E invece viviamo in paesaggi totalmente deturpati dalle speculazioni di società senza scrupoli che nel territorio hanno trovato gioco facile grazie all’incapacità della politica che non è riuscita ad intervenire per decenni attraverso un piano paesaggistico che avrebbe evitato quel fenomeno che oggi chiamiamo eolico selvaggio. Non mi meraviglia che il Presidente non si sia degnato di rispondermi, prendo atto che le sue preoccupazioni sono rivolte alle lotte interne di un PD sempre più alla deriva, piuttosto che ai problemi di una terra che è anche la sua e che sembra non trovare una via d’uscita dalla perenne crisi. Il Presidente, poi, dovrebbe spiegarci le motivazioni della nomina di Pietrantuono ad assessore al dipartimento ambiente, dato che nel curriculum di quest’ultimo non esiste nemmeno una parola che si avvicini a quella di “ambiente”. È questa la meritocrazia professata in campagna elettorale? A distanza di un anno dalla sua nomina i disastrosi risultati sono evidenti: inarrestabile avanzata di richieste di permessi di ricerca petroliferi, per non parlare della questione sversamento greggio al COVA di Viggiano, eolico sempre più selvaggio, totale inattività sul fronte normativo per la difesa del territorio dalle attività altamente impattanti. Oramai, ogni volta che viene incalzato su questi argomenti, ripete in maniera meccanica che presto avremmo il piano paesaggistico. Qualcuno dovrebbe informare il dott. Pietrantuono che siamo quasi a fine legislatura e che di piano paesaggistico non se ne sa ancora nulla. Non sappiamo se il piano paesaggistico resterà soltanto lettera morta o qualcosa da utilizzare per uscire dall’imbarazzo quando non si ha più nulla da dire. Suggeriamo all’assessore all’ambiente di accelerare i lavori prendendo spunto dai piani delle altre regioni. Per questi motivi ho depositato un’interrogazione al Presidente Pittella e all’assessore Pietrantuono per chiedere qual è lo stato dell’arte in merito al piano paesaggistico. A questo punto non resta da chiederci se non ci annulleranno anche quello, se e quando sarà pronto.

Gianni Leggieri Capogruppo M5S Basilicata

Gio, 27/07/2017 – 12:26
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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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