ESTATE

estate_summer.jpg
Immagine tratta da Web.

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

ESTATE

Il sole

senza tregua, la terra bombarda

di luce e di calore!

Ogni essere ristoro trae e linfa

per la vita che deve affrontare!

In campagna il contadino lavora,

del sudore incurante

che per la fronte gli vien giù grondante!

Nell’azzurro

acrobatici voli, festose fan le rondini

coi rondoni!

Nei cespugli odorosi,

briosi, cinguettano gli uccellini,

allevando con amore i loro piccolini!

Sui rovi maturano ormai le more,

come l’uva fra i pampini delle viti.

Fra gli sterpi striscian le serpi

con fruscio sinistro dell’erba secca!

Sulle spiagge assolate

sotto gli ombrelloni

riposano i bagnanti,

come stanchi vitelloni!

Nel mare, fra le onde,

le famiglie giocan spensierate,

come fuori dal mondo!

Su per colline e montagne,

comitive vanno di persone

in cerca di frescura

sotto la fastidiosa calura!

                               (Funo di Argelato, luglio 1989).

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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