COME UNA METEORA…!

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Immagine tratta da Web.

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

COME UNA METEORA…!

Antonio (*), pochi giorni t’ho visto,

ché, come fisioterapista,

il polso di una mia mano

hai curato!

In quei pochi giorni ho capito

che un bravo ragazzo eri!

Di me, tranquillamente, a te raccontavo

e tu pazientemente m’ascoltavi!

Di te tu pure mi parlavi!

Così un pò ci siam conosciuti

e subito, reciprocamente,

stimati con il cuore e con la mente !

Dopo qualche tempo,

a nozze sei convolato,

assaporando la gioia e la felicità!

Ma, poco più di un mese dopo,

purtroppo si è spenta la tua stella luminosa!

Un incidente d’auto

la tua vita, bella e gioiosa,

di colpo tragicamente ha troncato!

Parenti, amici e semplici conoscenti

siam poi accorsi al tuo funerale:

per il dispiacere e l’intensa commozione,

in tanti stavamo male…

Antonio, come una meteora

a tanti sei apparso

e come una meteora, purtroppo,

per tanti sei scomparso!

Un fulmine, a ciel sereno, la tua vita ha troncato

e tutti noi d’un caro amico,

per sempre, maledettamente… ha privato!

(*) Antonio Nicolò

Funo di Argelato (Bo), 19 giugno 2017, ore 00,10, in via bellini, 4

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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