Quella fornace a Pisticci tombata con il cemento armato.

Durante gli ultimi incontri svolti su Pisticci, abbiamo raccolto da più persone la volontà di procedere con una ricognizione presso una vecchia fornace ( 40.385670, 16.558993 ) sita nei pressi del locale campo da tennis.

Abbiamo effettuato un sopralluogo con il solo rilevatore di radioattività, avvicinandoci sino all’ingresso della fornace ed insinuandoci in un foro presente nella copertura cementizia. Il rilevatore non ha riscontrato anomalie radiometriche, nè erano ravvisabili odori anomali.

Il vero interrogativo tuttavia rimane sul perchè siano stato usato tutto quel cemento e la relativa maglia metallica per sigillare l’ingresso della fornace, sforzo non da poco. Sarebbe stato utile avere anche una telecamera-sonda da infilare nelle aperture oltre ad un rilevatore di COV ( attrezzatura che speriamo di acquistare in futuro e che sarebbe stata utilissima ), tuttavia abbiamo mandato una lettera alle autorità competenti affinchè effettuino ulteriori sopralluoghi.

Il contesto, ed altri fattori, in via di ipotesi rendono il sito idoneo ad eventuali smaltimenti illeciti di rifiuti, del resto l’area è già piena di rifiuti abbandonati, amianto incluso, e diverse persone parlano di traffici notturni di mezzi pesanti ai quali seguì anni or sono, la copertura cementizia.

Come sempre riscontri ufficiali e prese di posizione chiare latitano. Noi continuiamo a chiedere per tutto il territorio lucano una completa ricognizione del suolo sia con tecnologia multispettrale MIVIS che con indagini geomagnetometriche.

Fonte:http://analizebasilicata.altervista.org/blog/quella-fornace-a-pisticci-tombata-con-il-cemento-armato/

Annunci

Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...