BAGLIORI NELLA NOTTE

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Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna 

BAGLIORI NELLA NOTTE

Nel cuore della notte

bagliori intermittenti di una luce azzurra

la stanza illuminavan!

Una luce sinistra…nella notte nera!

A quella luce

di colpo mi son svegliato

e, a mia moglie che mi era accanto,

svegliatasi anch’ella, ho chiesto:

“cosa sarà mai successo”?

Intuendo che era la luce di un’ambulanza.

“Speriamo che non si tratti

di Leandro?”

 ci siamo chiesti entrambi.

Invece proprio di lui si trattava,

un nostro caro amico.

Lui (*), sempre gioviale e con tutti cordiale.

Spesso, quando strada facendo lo incontravo,

piacevolmente con lui conversavo.

Un giorno,

mentre il tratto di strada

che porta a casa sua egli spazzava,

scherzosamente gli dissi:

“Se tutti fossero come te,

il mondo sarebbe molto più pulito

e perciò più bello!”

“E sarebbe meglio per tutti….,

mi rispose sorridendo!

Funo di Argelato, lun. 4 apr. 2011

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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