Eolico selvaggio in Basilicata, proposta di moratoria

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di Redazione Basilicata 24

AFFARE DEL VENTO

A firma di associazioni, comitati e sindacati lucani

Sono anni ormai che denunciamo la devastazione delle montagne, dei versanti, delle aree agricole e dei paesaggi lucani: installazioni invadenti e speculative di impianti eolici di ogni sorta, dalle gigantesche pale eoliche alte fino a 70-80 metri al così detto mini-eolico, croci alte fino a 50 metri. Oggi, di fronte alla totale perdita del controllo del territorio da parte delle istituzioni e della amministrazioni locali si tenta di mettere un freno a questa inarrestabile invasione, che vede all’opera speculatori di ogni sorta, i quali hanno ben compreso che, di fronte al vuoto legislativo nazionale (che guarda caso si riesce a far valere, disastrosamente, solo in Basilicata e nelle zone limitrofe delle regioni confinanti) e a quello regionale (piano energetico del tutto carente e assenza di un adeguato piano paesistico, invocato invano da decenni …), si aprono praterie sconfinate per lucrare sulla salute e sulla vita delle comunità locali. In particolare la Legge Regionale n. 8/2012 e il PIEAR, con un disciplinare, a forte sospetto di illegittimità, stanno consentendo non solo di innalzare ogni giorno a ritmi incessanti, nuove pale – avendo tra l’altro approvato procedure molto semplificate per gli impianti fotovoltaici ed eolici compresi fra 200 kw ed 1 MW – ma anche di scorrazzare, da parte di speculatori, all’interno dello spazio deregolamentato degli impianti eolici a micro-generazione: in particolare quelli con pale inferiori a 200 kw di potenza (circa 40 metri di altezza), che possono essere installate senza particolari vincoli di distanza l’una dall’altra, in prossimità di strade, abitazioni, terreni agricoli, e senza essere sottoposti ad alcuna autorizzazione regionale e/o comunale. Il recente tentativo maldestro, da parte della Regione Basilicata, di mettere un freno a tale scempio, che merita ormai un’attenzione quale vergogna nazionale, approvando una Delibera di Giunta Regionale (n. 175 del 2 marzo 2017), con delle linee guida per la regolamentazione del mini eolico, è stato bloccato dal TAR, non solo per incompletezza dell’iter amministrativo di approvazione e inosservanze delle disposizioni della Legge Regionale n. 54/2015, ma, altresì, in quanto i limiti e i vincoli definiti nelle linee guida non trovano applicazione nel Piano Energetico regionale approvato (il suddetto PIEAR), e in assenza di un piano paesistico.

Chiediamo e proponiamo pertanto, al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente della Provincia di Potenza e a tutti i sindaci dei comuni interessati da istallazioni selvagge di impianti e parchi eolici e mini eolici, di voler intraprendere, con l’urgenza del caso, le seguenti azioni: Convocare una conferenza istituzionale, con la partecipazione delle associazioni ambientaliste e dei comitati dei cittadini interessati per discutere e definire le modalità di un’immediata moratoria sul territorio regionale, al fine di bloccare tutte le istallazioni in corso, sino all’approvazione del Piano paesistico regionale e di una nuova normativa regionale come meglio specificato di seguito e secondo il modello citato in oggetto. Chiedere un incontro urgente al Ministro competente e portare un’istanza in parlamento, anche attraverso i due sottosegretari lucani, per denunciare e informare sulla devastazione in atto, finalizzata solo al profitto e alla speculazione e non a una sostenibilità energetica, che presuppone una distribuzione democratica e diffusa dei benefici, che solo un altro modello di organizzazione e distribuzione degli impianti può assicurare. Modificare in tempi brevissimi il PIEAR approvato e, contestualmente, approvare una Legge Regionale, che prenda atto delle leggi precedenti (nazionali e regionali) e – trovando sostegno nei “Principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni” del D. Lgs. 152/2006, che lascia ampio spazio alle Regioni di regolamentare in modo più restrittivo la materia, per tutelare i luoghi, i paesaggi, le culture e le economie locali – definisca un chiaro regime di regolamentazione e di autorizzazioni, mettendo fine al proliferare “artificioso” di frazionamenti catastali e di singole istallazioni di mini eolico e all’elusione delle leggi.

Altresì ci rendiamo disponibili a ogni collaborazione per eventuali azioni legali che smascherino tutte le singole istallazioni di mini eolico già attuate e in fase di esecuzione, quali illegittime, in quanto riconducibili a parchi eolici da assoggettare a VIA.

Movimento Potenzattiva, WWF Potenza e Aree Interne, Italia Nostra Potenza, Io vivo qui ascoltami, No TRIV Basilicata, Comitato No Eolico Cerreta, Comitato No Eolico Montocchio e Montocchino, Comitato No Eolico Piani del Mattino e Contrade, Unione Sindacale di Base (USB), Comitato No Radar Monte Li Foj Picerno, Cova Contro, Comitato No Antenne, Contrada Poggiocavallo

Lun, 07/08/2017 – 13:52
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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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