BIANCA LUNA

luna_moon.jpg
Immagine tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

BIANCA LUNA

Quando sulla terra è già buio,

tutta rossa sorgi

e all’orizzonte fai capolino!

Pian piano ti alzi,

superi il monte

e lentamente in alto sali.

Il tuo viso sorridente

tutto bianco ora diventa!

Di lassù

ogni cosa ed ogni contrada,

generosa, prendi ad illuminare!

Con la tua luce argentea

la terra ora vieni a baciare!

Questa nostra madre terra

mai da te si vuol separare!

E tu, luna cara,

mai non ci abbandonare.

Senza di te,

nera, buia e triste,

 la notte sarebbe…!

Per il viandante specialmente,

ché la via più non conoscerebbe

ed al buio perduto si vedrebbe…!

Funo di Argelato, 14 novembre 2016,

ore 17,48, in via Bellini, 4

Quando sulla terra è già buio,

tutta rossa sorgi

e all’orizzonte fai capolino!

Pian piano ti alzi,

superi il monte

e lentamente in alto sali.

Il tuo viso sorridente

tutto bianco ora diventa!

Di lassù

ogni cosa ed ogni contrada,

generosa, prendi ad illuminare!

Con la tua luce argentea

la terra ora vieni a baciare!

Questa nostra madre terra

mai da te si vuol separare!

E tu, luna cara,

mai non ci abbandonare.

Senza di te,

nera, buia e triste,

 la notte sarebbe…!

Per il viandante specialmente,

ché la via più non conoscerebbe

ed al buio perduto si vedrebbe…!

Funo di Argelato, 14 novembre 2016,

ore 17,48, in via Bellini, 4

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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