BUONI LIBRI ANNO A. S. 2017-18 TRA RITARDI E BUROCRAZIA TUTTA MADE IN ITALY —

A seguito di una inchiesta portata alla luce dal quotidiano “Il Mattino” circa le disparità e ritardi nell’erogazione dei contributi per l’acquisto dei libri di testo per la scuola secondaria di primo e secondo grado,  la Ministro Fedeli rispondeva con un comunicato che facesse sperare in meglio e soprattutto che finalmente un diritto fondamentale come l’istruzione venisse realmente tutelato e soprattutto sburocratizzato.

Dal 9 febbraio 2017 sino al 18 luglio 2017 nessuno aveva notizie circa le modalità di richiesta del contributo. Solitamente a fine anno scolastico veniva consegnata informativa a tutti i genitori per il tramite delle istituzioni scolastiche, quest’anno nulla.

Siamo giunti a poco più di un mese dal suono della campanella ed in estremis si corre ai ripari.

Il 18 luglio 2017 il Ministero ha deliberato l’impiego di  10 milioni di euro da suddividere tra le regioni italiane che stanno  provvedendo alla predisposizione delle domande che si potranno presentare tra il 1. e il 30 settembre p.v.

Le prime a deliberare in merito sono state le regioni  Veneto, Toscana, Lombardia ed Emilia Romagna.

Pertanto, come sempre il contribuente italiano deve armarsi di pazienza e tenere d’occhio  i siti istituzionali degli enti regionali  o comunali nonché quelli scolastici.

via BUONI LIBRI ANNO A. S. 2017-18 TRA RITARDI E BUROCRAZIA TUTTA MADE IN ITALY —

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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