Oltre 5mila firme contro il petrolio in Basilicata. Continua la raccolta .

Scanzano J.co (MT), 8 agosto 2017 – Oltre 5mila firme raccolte dall’Associazione ScanZiamo le Scorie attraverso la piattaforma online Change.org (goo.gl/V7Z2mU) per chiedere al Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella, ai consiglieri regionali e al Governo di fermare le attività estrattive in Basilicata ed investire nel territorio e nei settori dell’agroalimentare e del turismo – dichiara il portavoce dell’Ass. ScanZiamo le Scorie Pasquale Stigliani.

Il petrolio è una risorsa limitata. Tra qualche anno terminerà anche lo sfruttamento del giacimento in Basilicata che non è più considerato strategico dal Governo nazionale. L’innovazione tecnologica ha rivoluzionato le forme di utilizzo dell’energia spostando i consumi anche dei trasporti sul vettore elettrico, soddisfatto dalle fonti rinnovabili.

Lo scenario terminale dell’impiego degli idrocarburi e i danni che comporta il suo sfruttamento impongono al più presto l’apertura di un confronto al fine di decidere quale sarà la strada da intraprendere per andare oltre al petrolio. E’ necessario – continua Stigliani – attivare al più presto un programma d’uscita che diventi un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro. E’ necessario investire sul territorio e sull’unicità dei luoghi presenti con il protagonismo di settori fondamentali per la creazione di sviluppo locale come l’agroalimentare e il turismo e cogliendo questo grande momento visibilità che offre Matera Capitale della Cultura europea.

La raccolta firme – conclude Stigliani – proseguirà fino al XIV anniversario della protesta contro il deposito di scorie nucleari che si svolgerà anche questo anno a Scanzano tra il 13 e 27 novembre. Nell’occasione, rivolgeremo ai rappresentanti politici la volontà delle migliaia di firme raccolte con una proposta sia di chiusura delle attività estrattive degli idrocarburi in Basilicata che hanno generato uno “sviluppo distorto del territorio” che per favorire lo sviluppo sostenibile del territorio.

Pasquale Stigliani
Resp. Comunicazione e Organizzazione
ScanZiamo le Scorie

via Oltre 5mila firme contro il petrolio in Basilicata. Continua la raccolta — JONICA.TV

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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