Boldrini vacanze nella spiaggia privata a spese dei contribuenti, senza l’assillo dei vu cumprà.

Non è la prima volta che Laura Boldrini gode della spiaggia di Castelporziano riservata al presidente della Repubblica. Già nel 2004 aveva passato alcuni giorni di vacanza in un

bungalow nella tenuta dell’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano. La Boldrini è diventata un’affezionata frequentatrice di questo esclusivo club tra le dune senza l’assillo dei vu comprà. È talmente assidua che le hanno assegnato una cabina sulla spiaggia. Addirittura, le avrebbero messo a disposizione pure un mini-appartamento. E anche quest’anno, la presidente della Camera, come ha riportato Il Tempo, ha beneficiato a fine maggio del solo e delle spiagge esclusive nella tenuta estiva del Quirinale sul litorale di Ostia. Alla Boldrini è stata riservata un’area ad hoc, sotto la protezione della scorta di Corazzieri a cavallo in tenuta estiva. Il tutto, ovviamente, a spese dei contribuenti.

via Boldrini vacanze nella spiaggia privata a spese dei contribuenti, senza l’assillo dei vu cumprà — Cagliari Post

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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