ESTASI DELLA SERA

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Tratta da Web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna 

ESTASI DELLA SERA

Lento

il sole

all’orizzonte

scompare.

 

Ogni cosa trascolora

e, stupita,

rimane immota!

 

Di silenzio e pace

s’inonda la campagna!

 

Il cielo imbruna,

il buio avanza,

avvolgendo ogni cosa

nel suo nero manto!

 

Ogni essere,

timoroso e stanco,

si rifugia nella sua tana!

 

La cara, dolce luna,

sorridente appare!

 

Piano, nel cielo alto sale.

 

Come una sposa,

di luce bianca

ora splende radiosa!

 

Ed è un incanto

mirarla nel suo candore!

 

In quest’ora di silenzio,

pace e meditazione

al cielo, leggero

ti senti elevare…!

 

 

Funo di Argelato, genn 1990

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna 

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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