ACCETTURA FOLK FESTIVAL: NUOVO CD ACCIPITER — JONICA.TV

In occasione della nuova edizione dell’Accettura Folk Festival –domani 12 agosto – sarà distribuito il nuovo cd degli Accipiter: 10 brani, la cui parte musicale è totalmente inedita, mentre per alcuni dei testi, o per parte di essi, sono stati utilizzati rime e modi dire tradizionali del territorio e di un modo di vivere andato (ispirati anche dalla figura di Francesco Varvarito , poeta e cantore accetturese, morto qualche giorno fa), che però è meno lontano di quel che può sembrare. Il tutto in crudo, e a tratti violento, dialetto accetturese, noto per essere uno dei meno recepibili della Lucania, soprattutto per la velocità e la pochezza di vocali, caratteristiche che però lo rendono ideale per il sound degli Accipiter che al folk mischia sonorità pop ed elementi metrici funk. Particolarità, queste, che si notano subito nel brano caratterizzante del cd, ovvero “ié rest qua”, che, come da titolo, è una dichiarazione e una scelta di attaccamento alla propria terra, nonostante tutto. Quindi una sorta di incoraggiamento ad essere più attivi e più consapevoli delle proprie potenzialità e come singoli e ancor di più come gruppo, elemento che può fare la differenza in qualsiasi contesto ed a qualsiasi latitudine. Accettura certo, ma anche amici di San Mauro, Garaguso, Stigliano ed ancora Gorgoglione, Aliano, Salandra ecc… un Gruppo di una vasta zona “e questo non può che renderci orgogliosi! “– sottolineano i protagonisti degli Accipiter,

Tra i brani del cd particolarmente interessanti sono: “Ogni vot” con la presenza del giovane rapper accetturese-materano-salentino Vudko in una sinergia tra voci e generi diversi che risulta molto gradita fin dal primo ascolto; “Brgant s nasc”, nel testo rivisitazione positiva della classica “Briganet se more”, con l’intro che vede la profonda voce dell’artista materano Alessandro Di Leo”; “ Sta tarantella mozzc”, coinvolgente e ritmata tarantella che, oltre a prospettarsi come brano perfetto per i live, dà al tradizionale genere lucano una funzione quasi terapeutica nei confronti delle avversità della vita.

Quanto all’edizione 2017 del Festival, dopo soli due anni la manifestazione, nata come espressione di un nuovo fermento musicale accetturese ma non solo (certificato dalla rapida diffusione, negli ultimi mesi, di tammorre e chitarre) e come occasione di contatto sociale, si sta già consolidato, numeri alla mano, come l’evento più importante della zona. Nelle prime due edizioni, ne “Il Paese del Maggio”, si sono esibiti nomi quali Antonio Castrignanò e gli Officina Zoè, che hanno portato subito in alto anche il valore tecnico della manifestazione, domani 12 Agosto ci sarà una scaletta totalmente lucana, che, tra l’altro, prevederà i maggiori rappresentanti della musica del Pollino, gli Amarimai, che sicuramente faranno saltare le centinaia di giovani della zona che ormai considerano l’Aff come l’evento a cui non mancare.

L’idea di un folk-festival nasce qualche anno fa – raccontano i musicisti di Accipeter – quando abbiamo iniziato a capire che la musica può essere anche un bagaglio culturale e di valori importante, ma quando nello stesso tempo ci siamo trovati di fronte ad una forte carenza di tradizione musicale locale. Ma anche le tradizioni e le culture hanno un punto di avvio, un grembo da cui nascere! E qualcosa si è avviato, è nato e si è mosso negli ultimi tempi, grazie all’impegno decennale del gruppo folk “I Maggiaioli”, all’opera creativa, e in buona parte ancora non svelata, di Francesco Varvarito, più unico che raro caso di cantore della collina materana, alla passione di qualche giovane musicista, attento alle dinamiche moderne del folk; e qui si apre una parentesi: parliamo di folk, non di musica popolare come troppo spesso e impropriamente esso viene definito, folk inteso si come tradizione, ma anche come contaminazione, si come attaccamento alla terra, ma anche come apertura all’esterno, si come “canti e balli”, ma anche come coscienza e occasione sociale (basta vedere quello che, soprattutto grazie alla musica, sta succedendo nel Salento negli ultimi anni!).

via ACCETTURA FOLK FESTIVAL: NUOVO CD ACCIPITER — JONICA.TV

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Autore: ondalucana

Dialetto: Basilicata GENTE LUCANA Addonne la sconto la canosco subbito dda facci, si è 'nna facci nosta, re gente re Lucania. Dda facci porta stampati inta l'uocchi e segnati 'ncoppa le mmano le pene e l'affanni ca ra megliara r'anni se port'accovati 'mpietto. Scurnuso, inta ddi silienzii suoi tene 'mmescati ruluri e speranze. Li cieli, le terre, li sapuri, le feste, li lutti, l'amuri, sempe se port'appriesso inta la sacca ca sulo iddo nge pòte rozzolà. So' 'mmiriane ca re sfilano ppe 'ncapo com'à li grani re 'nno rosario e se stampano 'nfacci e chi lo tenemente nun sape mai si chiange o si rire. Tène l'uocchi ruci tène la facci aperta, puri si è scura. E' la facci re gente re Lucania ca se 'mpotào cca venenno ra terre lontane, tanto lontane. Traduzione in italiano GENTE LUCANA Laddove la incontro la conosco subito quella faccia, se è una faccia nostra di gente di Lucania. Quella faccia porta stampati negli occhi e segnati sulle mani le pene e gli affanni che da migliaia d'anni porta stipati in petto. Timido, nei suoi silenzi nasconde mescolati dolori e speranze. I cieli, le terre, i sapori, le feste, i lutti, gli amori, sempre se li porta dietro nella tasca e soltanto lui può rovistarvi. Sono fantasmi che gli sorrono in testa come i grani di un rosario e si manifestano in faccia e chi lo osserva non sa bene se piange o se ride. Tiene gli occhi dolci tiene il viso aperto, anche se scuro. E' il viso della gente di Lucania che si fermò qua venendo da terre lontane, molto lontane. Poesia inviata da: Giuseppe De Vita

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