CRONACA BASILICATA SVERSAMENTO Dichiarazioni choc dell’Eni: probabili altre perdite di petrolio in Val d’Agri

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La compagnia petrolifera lo ha ammesso dinanzi alla Commissione parlamentare ecomafie

“Ieri, durante l’audizione del Cane a sei zampe nella Commissione parlamentare ecomafie, i rappresentanti dell’Eni hanno dichiarato che dai serbatoi del Cova di Viggiano potrebbero già esserci state altre fuoriuscite di petrolio senza che nessuno se ne sia accorto. La denuncia choc è stata resa nota dalla senatrice del M5S Paola Nugnes, componente della commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti”. E’ quanto fa sapere Piernicola Pedicini, eurodeputato del M5S in un comunicato stampa. “Quindi-prosegue Pedicini- l’Eni ha saputo dell’immane perdita di idrocarburi derivata dal serbatoio C di Viggiano solo quando c’è stata la denuncia del proprietario del depuratore di Viggiano e a seguito della visita dei Noe. E solo a quel punto hanno dato avvio agli accertamenti. Insomma hanno detto che una perdita di 400 tonnellate di idrocarburi corrisponde a pochi millimetri nei serbatoi che sono da 12 mila tonnellate l’uno. Per cui, come dicevamo, un disastro ambientale può passare inosservato e potrebbe essere anche accaduto in passato. E non basta certo sapere che ora l’Eni sta correndo ai ripari rafforzando col doppio fondo le cisterne e rispondendo alle tardive prescrizioni della Regione Basilicata che in un primo tempo aveva anche impugnato. È un’ammissione gravissima e intollerabile se si considera che i controlli sulle tubazioni che trasportano il greggio avvengono con cadenza decennale, e quindi in maniera assolutamente insufficiente. Anche questa notizia -conclude l’esponente pentastellato-mette in luce che sull’intera vicenda della gestione delle estrazioni petrolifere in Val d’Agri ci sono tantissimi punti oscuri sui quali occorre fare al più presto chiarezza.

 

Mar, 23/05/2017 – 21:03

L’uscita dall Euro è possibile senza catastrofi. Ecco perchè. Vogliono solo impaurirci…..

Di Alberto Bagnai e Piergiorgio Gawronski per ilfattoquotidiano.it L’analisi di Giuseppe Siciliano di una ipotetica uscita dell’Italia dall’euro a nostro avviso dimostra il contrario di quanto affermato nel titolo (L’uscita dall’euro? Benvenuti all’inferno); cioè che l’uscita è possibile senza catastrofi. Questo perché gli squilibri che ne deriverebbero, individuati dall’autore, sono gli stessi provocati da ogni […]

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Il “nomos” della tecnica, il tramonto della politica.

di Roberto Pecchioli Il tema dell’avanzata inarrestabile della tecnica appassiona molti. Tra loro, filosofi di grande cultura, come Umberto Galimberti, con il suo denso Psiche e Techne. Da ultimo è sceso in campo il grande vecchio della filosofia italiana, Emanuele Severino. All’alba dei suoi 88 anni, il pensatore bresciano ha pubblicato “Il tramonto della politica”,…

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PERCHÉ MAI DOBBIAMO PREOCCUPARCI PER IL NOSTRO PROSSIMO? ALLA RICERCA DI UNA MORALE

Ci sono tre potentissime tradizioni di pensiero relative al nostro comportamento verso il prossimo, ovvero l’altro, lo sconosciuto, il malato, l’immigrato, il povero e via discorrendo. La prima tradizione è ovviamente quella cristiana. Amerai il prossimo tuo come te stesso (Mt 22,39). è frase nota ma assai più profonda di quello si può superficialmente pensare; […]

via Perché mai dobbiamo preoccuparci per il nostro prossimo? Alla ricerca di una morale — Hic Rhodus

Fisco, conto corrente bloccato dal primo luglio in caso di contenziosi con l’Erario

Fisco, conto corrente bloccato dal primo luglio in caso di contenziosi con l'Erario

Gli italiani l’avevano capito da un pezzo, diciamo sin dall’annuncio dell’ottobre 2016. Quando l’ex premier Matteo Renzi dichiarò con toni trionfali che Equitalia sarebbe scomparsa, senza però spiegare in che modo l’avrebbe sostituita. Qui c’è puzza di bruciato, pensammo un po’ tutti. E, infatti, man mano che il quadro iniziava a prendere forma i timori si sono progressivamente trasformati in realtà. Quasi subito è emerso che si trattava di una soppressione solo di facciata e che dal primo luglio 2017 sarebbe nato un nuovo ente, «Agenzia delle Entrate-Riscossione», con poteri rafforzati rispetto a quello precedente.

A differenza di Equitalia, infatti, l’articolo 3 della legge n. 225/2016 prevede che il suo sostituto possa accedere direttamente all’anagrafe tributaria, alle banche dati dell’Inps e ai nostri conti correnti. Una svolta sostanziale. Perché fino ad oggi questa possibilità era garantita solo all’Agenzia delle Entrate, cioè all’ente addetto all’accertamento, mentre quello tenuto alla riscossione, Equitalia, non ne aveva diritto. Va da se che il processo subirà una brusca accelerazione.

«Tra poche settimane – spiega a Libero il commercialista Federico Grigoli, partner dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati – il nuovo ente addetto alla riscossione dei tributi potrà immediatamente accedere alle banche dati per verificare quali sono i crediti e qual è il patrimonio del contribuente che il Fisco ha la facoltà di aggredire per rifarsi dei mancati pagamenti. Un modo per velocizzare la riscossione e una dimostrazione che nonostante ci sia una sentenza della Corte Costituzionale che lo dichiara illegittimo, il nostro sistema va sempre di più verso un modello “solve et repete”. Cioè costringe il contribuente a pagare e poi eventualmente a ritornare in possesso dei suoi beni se dimostra di aver ragione».

E del resto c’erano già diversi indizi che andavano in questa direzione. Come dimenticare che le ultime norme hanno arricchito il numero di database a disposizione dei guardiani del Fisco. Per dire, l’Agenzia delle Entrate (e quindi il nuovo ente per la riscossione) potrà consultare anche le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps in modo da semplificare la procedura che porta al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.

Così come è sempre utile ricordare che ormai da tempo le procedure esecutive per i debiti tributari sono svolte senza il controllo di un giudice. «Per esempio – spiega il commercialista associato allo studio Pirola – il contribuente che riceve una cartella esattoriale e non paga il debito dovuto può ritrovarsi il conto corrente pignorato senza che vi sia il via libera di un tribunale». Di fatto l’Agenzia delle Entrate decorsi i 60 giorni dall’avviso di accertamento (la classica cartella) può ordinare alla banca di versare la somma dovuta direttamente all’Agenzia. Una sorta di prelievo coatto. Ma non solo. Perché le Entrate possono imporre all’inquilino del contribuente moroso di girare allo Stato anche il canone d’affitto. «In tutti questi casi i cittadini hanno un unico modo per difendersi: fare causa all’Erario dimostrando di aver subito un danno».

E le brutte notizie non finiscono qui. L’altra amara sorpresa arriva dalla recente manovrina (dl 50/2017) che ha modificato la normativa sui pignoramenti immobiliari. L’iter parte con l’agente della riscossione che fa una comunicazione preventiva al proprietario per avvertirlo: se non paghi il debito che hai con il fisco entro 30 giorni sarà iscritta ipoteca sul tuo immobile. Fino a pochi giorni fa l’iscrizione poteva avvenire solo se il singolo immobile (eccezion fatta per la prima casa che resta fuori dai giochi) aveva un valore superiore ai 120 mila euro, con le nuove regole invece si considera il valore complessivo degli immobili di proprietà del contribuente moroso e se questo supera i 120 mila euro diventa possibile iscrivere ipoteca e successivamente procedere alla vendita del bene.

«Insomma – sintetizza Grigoli – non si parla più di immobile, ma di immobili. Per fare un esempio, con la precedente normativa, se non pagavo delle imposte e avevo un patrimonio di 10 immobili tra case e box, ma nessun cespite superiore ai 120 mila euro, lo Stato non poteva ipotecarne nessuno. Da oggi invece quegli stessi immobili, che sommati hanno un valore ben superiore ai 120 mila, potranno essere ipotecati e quindi successivamente espropriati e venduti all’incanto per ripagare il Fisco». Morale della favola: visto che l’abitazione principale non può essere toccata occhio alle seconde e terze case e soprattutto ai box auto.

Lo Stato deve fare cassa e non fa niente per nasconderlo. Tanto che lo fa dire al legislatore nella relazione tecnica di accompagnamento alla manovra correttiva. Nel biennio 2014-2015 – si legge – l’87% dei preavvisi di ipoteca (la comunicazione dell’agente della riscossione che avverte il debitore) non ha dato nessuna forma di pagamento. E nel restante 13% dei casi i contribuenti morosi che hanno provveduto a saldare il conto hanno versato in media 12.300 euro. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’azione esecutiva del 10% portando a casa 85 milioni di nuove entrate nel 2017 (si considera circa metà anno), 226 milioni nel 2018 e 282 milioni nel 2019. E si salvi chi può.

di Tobia De Stefan

Tratto da :https://ergatto.com/2017/05/23/sanno-solo-rubare/

Terrore a Manchester, bomba al concerto di Ariana Grande: 19 morti

Il Regno Unito precipita ancora nel terrore. Almeno 19 persone sono morte e 60 sono rimaste ferite nell’esplosione avvenuta ieri sera a Manchester alla fine di un concerto di Ariana Grande. L’attacco è avvenuto poco dopo le 22.30 alla Manchester Arena, il palazzetto dove la cantante si era appena esibita davanti a una folla composta per lo più da adolescenti. Secondo la polizia, che sta investigando, si tratterebbe di un atto di terrorismo. Alcuni media parlano di una “bomba farcita di chiodi” e usata come ordigno. La Cnn scrive invece che dietro l’attacco ci sarebbe un attentatore suicida che sarebbe stato identificato.

La deflagrazione è avvenuta nel foyer, poco lontano dalla biglietteria, mentre gli spettatori stavano iniziando a lasciare l’area, tra le più grandi in Europa, che ha una capienza di circa 20mila persone. E ieri sera, per Ariana Grande, era affollata di giovanissimi. In pochi minuti è stato il panico, con centinaia di persone che urlavano, cercando una via di fuga, come mostrano i video pubblicati sui social. La folla si è subito riversata in strada, mentre arrivavano i primi soccorsi. Tante le testimonianze dei presenti, per lo più confuse. “Ariana aveva appena finito di cantare e stava lasciando il palco – ha raccontato un testimone alla Cnn – Mi sono guardando intorno perché ho sentito un boato, e poi tanta gente che urlava e piangeva e si riversava verso l’uscita, per allontanarsi dall’arena”.

All’inzio si è parlato di due esplosioni, ma poi la polizia ha fatto chiarezza, specificando che si trattava di una sola deflagrazione. Pochi minuti dopo l’esplosione un secondo pacco sospetto è stato trovato poco distante dal luogo dell’attacco ed è stato fatto brillare, ma si è trattato di un falso allarme. Ariana Grande su Twitter si è detta “distrutta”, mentre la premier Theresa May ha parlato di “orribile attacco terroristico“. E’ stata sospesa la campagna elettorale. L’episodio è stato descritto dagli investigatori come “serio incidente” e la polizia sta indagando per terrorismo.

Si tratta del peggiore attentato nel Regno Unito dal 7 luglio del 2005, quando a Londra una serie di esplosioni causate da attentatori suicidi provocarono 56 morti.

Anticipo pensionistico a 63 anni , firmati i decreti: tutte le novità

Migliaia di persone potranno anticipare i tempi della pensione con i decreti su Ape social e Ape precoci firmati dal premier Paolo Gentiloni. Andranno presentate entro il 15 luglio le domande per l’Ape social di chi matura i requisiti previsti. E’ quanto indica il decreto attuativo firmato dal presidente del Consiglio. Il provvedimento prevede che verranno però considerate anche […]

via Anticipo pensionistico a 63 anni , firmati i decreti: tutte le novità — Cagliari Post