Alla radice

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Vignetta tratta da Web si rimgrazia El Pepivin.

Alla radice II parte

Tratto da : Onda Lucana by Ivan Larotonda

Tuttavia eravamo solo agli inizi, perché a seguire queste indicazioni troviamo l’altro conte, l’ormai celebre Richard Coudenove Kalergi. Celebre perché se oggi anche le televisioni ed il mainstream ne parlano è grazie ai social, gestiti da gente etichettata dagli accademici con gli epiteti posti all’inizio di questo articolo. E comunque nessuno ha potuto smentire che tale conte nel suo volume <<Praktischer Idealismus”>>, abbia sintetizzato con le seguenti parole il futuro del continente europeo: “Gli abitanti dei futuri Stati Uniti d’Europa non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale”. In seguito prosegue l’esposizione del suo delirante progetto sul fatto che ciò debba essere favorito non ostacolato!: “E’ necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere.” Negli anni ’30 del novecento queste frasi suonavano bizzarre ai più, nessuno dava credito a simili idiozie… i guai invece erano solo all’inizio. Infatti a dar retta a questo visionario erano alti esponenti della classe dirigente europea, su tutti Winston Churchill e Konrad Adenauer. E noi oggi comprendiamo, alla luce dello spostamento dell’intera Africa in Italia, che i lavori di Kalergi non erano un semplice capriccio letterario ma un vero e proprio programma politico; un manuale in mano a capi di stato di un continente devastato dalla follia nazista, peraltro incentivata da alcuni di questi ambienti “illuminati”. Inoltre, che nonostante le reazioni di uomini del calibro del generale De Gaulle, che parlò dell’UE come di una associazione di patrie libere e indipendenti tra loro, non di melassa sovranazionale, il progetto proseguiva inesorabilmente. Forse per questo motivo si decise, da subito, di favorire l’allargamento dei consensi esponendo, sempre in forma subdola ovviamente e tra il cosiddetto establishment, i grandiosi progetti politico-sociali. Il mezzo migliore, in ogni epoca, è quello di coinvolgere un numero sempre più elevato di intellettuali da arruolare in favore della causa, della radice di tutti i mali. Così l’influente Theodor Herzl, (1860-1904) amico del conte Kalergi nonché considerato l’inventore del sionismo, aderì alla guerra per la liquidazione degli europei. I suoi manifesti, o proclami, preconizzavano la nascita dello stato di Israele, e questo lascia supporre che costui era ben conscio che gli inglesi avrebbero favorito la fondazione dello stato ebraico. E’ più di un sospetto dato che suoi correligionari erano arrivati ai vertici del più potente impero d’Occidente, quello britannico. E mi riferisco ai signori Antony de Rothschild, insignito del titolo di baronetto nel 1847, e Benjamin Disraeli, primo ministro britannico nel 1868 e poi dal 1874 al 1880, era chiaro che la superpotenza dell’epoca avrebbe svolto un ruolo attivo per la restituzione della Palestina al popolo eletto. Cosa che fece nel 1947. Al di la di questi fattori, “personali”, sono degne di nota alcune sue considerazioni razziali del tipo: nessun ebreo dovrebbe contaminarsi con le genti europee, ne scadrebbe il sangue ed anche la cultura abramitica ne risulterebbe compromessa! E non è finita, lo scrittore si spingeva oltre sperando nella distruzione dell’identità europea, dichiarando come necessaria la contaminazione delle genti europee. Questa era l’unica strada per la liberazione del popolo ebreo che, sempre secondo le sue idee, era ridotto in stato di schiavitù e oppressione dalle nazioni cristiane d’Europa. Bisogna tener conto che il genocidio hitleriano è ancora lontano dal verificarsi, per cui tali frasi di Herzl risultano assurde e gratuitamente maligne, non sono scusabili nemmeno come una giusta reazione ad un torto subito.

Fatto sta che qualsiasi cosa simili personaggi abbiano pronunciato o scritto, esso si sostanziò nell’immediato dopoguerra. (Continua)

Tratto da : Onda Lucana by Ivan Larotonda

Patate con pancetta e formaggio a fette al forno.

La Lucana in Cucina by Antonella Lallo 2017 Onda Lucana.
Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana by Antonella Lallo 2017.
Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo
Patate con pancetta e formaggio a fette al forno.
Un piatto sostanzioso e goloso.
Potete realizzarlo con l’affettato e il formaggio che preferite.
INGREDIENTI :
– 500gr di patate
– 180gr di pancetta a cubetti
– 200gr di formaggio a fette
– Pan grattato
– un filo di olio
– sale q.b.
PROCEDIMENTO
Lessare le patate (sbucciate) e tagliarle.
Soffriggere la pancetta (non aggiungere olio, la pancetta è già grassa),aggiungere poco sale e cuocere per 5 minuti mescolando.
Poi aggiungere alla pancetta le patate cotte e far insaporire qualche minuto ancora. Infine versare il composto nella teglia unta di olio e pan grattato e aggiungere il formaggio tagliato a dadini in superficie.
Cuocere, in forno caldo 180°, per 20/25 minuti fino alla doratura.
Ecco pronto il piatto.
Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

Alla radice.

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Vignetta tratta da repertorio di Marco De Angelis. Si ringrazia l’autore.

Alla radice I parte

Tratto da :Onda Lucana by Ivan Larotonda

Ciò che segue potrebbe essere giudicato come retorica populista di semianalfabeti, ignoranti afflitti da sindromi ricorrenti di complottismo… e ancora: delirio di frustrati internauti dediti all’umanismo, nullafacenti o bamboccioni perditempo… e via con la sequela di insulti di tal genere provenienti da quelli che hanno sempre ragione. Per chi non avesse ancora capito, mi riferisco a coloro che, magnifici accademici, esperti economisti del mondo libero global e che, pur continuando a non azzeccarne una, vanno in giro a divulgare la verità rivelata del “tutto senza frontiere” e della crescita continua. Ma, dato che simili fesserie, dogmi incrollabili per codesti, attraggono sempre meno persone, avvertono la necessità di avvalorarle tramite figure messianiche in grado di guidarle in questa difficile guerra al populismo. Ecco perché si recarono a Davos a plaudire il cinese Xi Jinping, oppure si sono precipitati in massa ad omaggiare l’Obama milanese perché costui è il giusto, l’ultimo messia di un mondo nuovo in corso di realizzazione, che si presenta ai convegni di questi sapienti accademici dal rigore facile (però da applicare solo allo spendaccione e miserabile parassita popolaccio) si toglie la cravatta e tutti corrono ad imitarlo sbracandosi. L’ex presidente USA (e getta) è diventato come il Bay di Agapur del film di Totò “L’imperatore di Capri”, (in quest’opera cinematografica da rivedere, sempre, il finto Bay lanciava tutte le mode bizzarre: tuffo in acqua vestito, serpente nel cappello e mille altre furfanterie….). Così si presentano gli accademici-imprenditori, e sapienti a vario titolo che giocano a mostrarsi finti casual sempre più facili all’endorsement nei confronti di mammona: in definitiva null’altro che pseudopolitici pret a porter.

E poi parlano male di Ezra Pound, quando invece dovrebbero farlo studiare in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Questa necessaria premessa è utile a introdurre la materia che noi ignoranti proveremo a spiegare nelle righe seguenti e che, in questa sede, abbiamo definito per semplificazione di linguaggio: radice. Specificatamente la radice del cambiamento europeo in atto e che, tanto cara alle illuminate menti delle oligarchie al potere in questo angolo di mondo volutamente chiamato, sempre da loro, occidentale, a noi sempliciotti è sempre sfuggita; almeno fino a pochi anni fa, quando l’informazione pare essere sfuggita al controllo del politicamente corretto. E allora ci chiediamo: Possibile tutta questa libertà improvvisa? Eppure da oltre 200 anni i volti di questi illuminati sono trasfigurati dalla luce della sapienza e della ragione, ne hanno fatto pure un culto nella loro culla geografica, l’ex regno di Francia! Potremmo asserire che, eccessivamente allampanati fino all’accecamento, codesti nostri padroni, che tutto sanno e prevedono, in anticipo sui secoli, non si siano resi conto che la radice del loro mondo pian piano si sarebbe svelata e dunque rivelata anche agli umili con rischi, a questo punto esiziali, per le élite illuminate? Di Satana non bisogna mai sottovalutare gli stratagemmi, e se dunque oggi chiunque può scoprire le radici: origini ed evoluzione di quella creatura pseudopolitica chiamata Unione Europea, è perché crediamo, nella nostra mente semplice, che oramai gli illuminati si sentono così al sicuro del fatto che i giochi siano chiusi, da poter favorire la diffusione pubblica delle loro intenzioni malefiche.

E purtroppo sembra, anche a giudicare dalle ultime elezioni “francesi”, che sia una strategia giusta, perché ormai più nessuno ha la forza né la volontà di scrollarsi dal collo il giogo paneuropeo. Non resta che elencare i dati, e non “fakke nius”, di una lenta ma inesorabile marcia, (en marche!) effettuata nel corso degli ultimi due secoli dagli ambienti massonici i quali  hanno in mente, e questa è la radice di tutti i mali, di eliminare i popoli europei e con essi la stessa cultura del continente.

Non stiamo qui a riprendere le teorie più ardite riguardo le origini del grande progetto di genocidio europeo, ci limitiamo a ripercorrere le fasi salienti di un processo iniziato nel cosiddetto secolo dei lumi che portò al trionfo delle realtà imprenditoriali a scapito delle antiche feudalità militari e terriere. Quando le élite borghesi riuscirono ad innestarsi negli antichi casati nobiliari; ma le differenze rispetto all’ancien regime si mostrarono da subito sostanziali. I parvenue erano ben lontani dal contentarsi del semplice sussidio che gli garantiva il possesso di un feudo, e che rappresentava l’ordinarietà per tutta l’antica aristocrazia. Questi borghesi puntavano al profitto, al divenire, all’accrescimento delle ricchezze, in linea con una visione del mondo non più circolare, come nell’evo antico, ma puntato a folle velocità verso una sola direzione, il futuro, il progresso. Per il raggiungimento del quale tutto il passato è visto come un fardello più che una ricchezza. In linea con i principi produttivi nuovi, facilitati dalla rivoluzione industriale, i nuovi “nobili” mostrarono da subito la loro pericolosità, Napoleone e i suoi massacri giacobini ne furono solo l’inizio. E tutto sommato il genio corso era ancora un nemico facilmente battibile, quel che è arduo combattere sono le azioni subdole, passate sotto traccia, che scavano come mine sotto le cinte murarie, e purtroppo l’assediato, il mondo tradizionale, se ne rese conto solo quando si aprirono le brecce per via dei crolli. Fu così che le azioni della massoneria continuarono a svolgersi nei palazzi dell’antica nobiltà, occupati nei più svariati modi, ad esempio acquisendo titoli per via matrimoniale, cosa che fece Saint Yves d’Alveydre dopo aver sposato la contessa Keller. Ovviamente il titolo di conte doveva essere sfruttato per far approvare le direttive del nuovo mondo tra le corti europee. Ridotti allo stremo, impauriti e decimati dagli orrori giacobini, i superstiti delle antiche nobiltà pur di sopravvivere accettarono qualsiasi diktat loro imposto. Ebbe così gioco facile il Saint Yves d’Alveydre nel far recepire alla “gente che conta” la necessità, tutta massonica, di un governo mondiale retto da élite di banchieri e tecnici, con addirittura un ruolo primario da affidare al popolo ebraico, guida delle nazioni!

In questo grande progetto rientrava, come era prevedibile, anche la riduzione del cattolicesimo ad una semplice organizzazione umanitaria attraverso lo svuotamento di tutti i suoi contenuti trascendentali. Fatto curioso è che tra i centri di guida di questo governo tecnico europeo, teorizzato dall’Alveydre, oltre alle comprensibili Londra e Parigi, veniva indicato anche un piccolo borgo di mercanti, Bruxelles; anche dal fatto che, nel secondo dopoguerra, i padri dell’UE l’abbiano eletta a capitale, si comprende la pedissequa, sinistra e inesorabile prosecuzione dei piani degli antichi maestri… (continua) 

Tratto da :Onda Lucana by Ivan Larotonda

BOLOGNA

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

BOLOGNA

All’inizio della grande pianura,

tranquilla ed ordinata ti distendi sorridente

con le tue rosse mura!

In un mare di tetti fiammeggianti,

imponenti svettano e

 al ciel si libran maestose le due torri famose,

che riconoscer ti fanno già da lontano!

Le tue strade, larghe e pianeggianti,

diritto portan in centro, 

dove frenetico pulsa il tuo cuore umano!

Dalla stazione a Piazza Maggiore, più che in altro rione,

intensa de’ tuoi figli palpita la vita quotidiana!

Pacifica ed ospitale, fra le tue braccia operose

volentieri accogli e con calore forestieri d’ogni colore!

Umana e solidale,

in ogni evenienza in soccorso per prima corri 

e non per convenienza…!

Colta, civile, sportiva ed operosa, 

in ogni campo sei brava a prosperare!

Senza esagerare, la patria sei dell’allegria e del buon umore!

Musica, bel canto e danze 

dai tuoi pori sprigioni in ogni stagione!

A tavola sei una gran festa, 

con lasagne, tortellini e tagliatelle,

innaffiati di albana, lambrusco e sangiovese!

Il tuo letto, poi, è un’estasi d’amore, se dentro c’è distesa

una bella formosa bolognese!

(Gerardo Renna/Funo di Argelato/Bo)

Tratto da :Onda Lucana by Gerardo Renna

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Immagine:Le due torri by Gerardo Renna 2017.

Torta alla nutella.

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Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana by Antonella Lallo 2017.

Tratto da :Onda Lucana by Antonella Lallo

Torta alla nutella

La torta alla nutella é una prelibatezza per il palato buona sia per gli adulti che per i bambini.

INGREDIENTI:

  • 250gr di cioccolaro fondente

  • 200gr di farina 00

  • 100gr di burro

  • 100gr di zucchero

  • 4 uova

  • 400gr di nutella

  • 250gr di mascarpone

  • 100gr di latte

  • 1 bustina di lievito per dolci

  • zucchero a velo

  • gocce di cioccolato fondente

PREPARAZIONE

Poggiare in padella il burro per scioglierlo e lo stesso fare per il cioccolato fondente. Prendere il robot da cucina usare prima farina e zucchero per farlo amalgamare e poi aggiungere, latte, mascarpone cioccolato fondente e burro ed infine  il lievito.

Prendere una tortiera imburrarla e inserire il tutto.

Mettere nel forno  a 180 gradi per 40 minuti. Dopo averlo sfornato mettere il dolce su un piatto  e coprirlo con zucchero a velo su tutta la superficie collocare successivamente gocce di cioccolato fondente.

Il dolce è pronto per essere gustato.

Tratto da :Onda Lucana by Antonella Lallo

PASSEGGIATA SERALE A BANZI

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Immagine tratta da Web 

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

PASSEGGIATA SERALE A BANZI

Dopo cena,

quasi ogni sera, usciamo

per la nostra passeggiata serale.

Dall’inizio di via Cavour,

dove abitiamo,

il nostro percorso iniziamo.

Nei pressi di padre Pio,

via Umberto imbocchiamo

e verso sud ci dirigiamo.

Lungo il cammino

dei paesani incontriamo

e spesso a chiacchierar ci fermiamo.

Poi a camminar riprendiamo,

ma di continuo salutar dobbiamo

conoscenti, amici, familiari e compaesani,

a destra ed a manca,

ché con tutti ci conosciamo!

Alla fine della rotabile

a destra svoltiamo

e via bosco III percorriamo.

Per via Domenico Pannelli transitiamo

e così Banzi 2,

o, meglio, Banzi nuovo raggiungiamo.

Qui ristoro troviamo al caldo che abbiamo!

Una fresca brezza ci accoglie salutare

in questo luogo

del nostro paese più collinare.

E nella pace, che intorno regna sovrana,

a guardar il cielo ci soffermiamo!

E’ stupendo, meraviglioso quello che vediamo:

il cielo, di vivide stelle pieno, che brillano

come tante fiaccole d’argento!

In mezzo a loro

la bianca luna, luminosa posa!

E le fulgide stelle

danzar sembran radiose,

qual candide ancelle

intorno ad una sposa!

Dalla campagna vicina,

di grilli canterini

ci allieta un’allegra sinfonia!

Nella notte silenziosa

dei bagliori scorgiamo

di lucciole luminose,

che dell’infanzia cara

ci fan ricordare…!

Nel nostro camminare

in via Piano di Spino sbuchiamo.

Poi via Garibaldi o via Puglia percorriamo.

Infine nel corso ed in piazza arriviamo,

dove giorno e sera

si raduna il popolo bantino.

Qui, anche senza appuntamento,

puntualmente

sempre ci ritroviamo!!

Banzi, 30 giugno 2010, ore 19,00 (in via Cavour, 11)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

 

 

 

Peperoni ripieni.

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Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana by Antonella Lallo 2017.

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

Peperoni ripieni con pane.

I peperoni ripieni con pane è una ricetta molto apprezzata è un piatto gustoso.

INGREDIENTI :

  • 6 Peperoni,

  • 200gr di pane raffermo

  • 6 aggiughe

  • prezzemolo

  • sale

  • capperi

  • 1 spicchio d’aglio

  • formaggio grattugiato

  • olio

PREPARAZIONE :

Prendere il pane raffermo sbriciolarlo in una ciotola,bagnarlo con acqua farlo ammorbidire per poi aggiungere il sale,aglio a pezzettini, alici spezzettate, prezzemolo,capperi ed amalgamare il tutto.

Dopo lavare e pulire i peperoni, togliere il torso e i semi che si trovano al suo interno.

Riempire i peperoni con l’impasto preparato.

Riporre i peperoni in una teglia cosparsa da un filo d’olio e metterla in forno a 220 gradi per 25 minuti.

Ed ecco a voi pronto il piatto.

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo