La legge di Padoan svelata da Bechis: così le banche ci derubano anche da morti

La legge di Padoan svelata da Bechis: così le banche ci derubano anche da morti 19 Maggio 2017 Finora le vittime del salva-banche che azzerò nel 2015 420 milioni di euro di risparmi in obbligazioni Banca Etruria, Carife, Carichieti e Banca delle Marche, avevano provato davvero di tutto. Non ancora però il furto dell’ eredità. […]

via e pensare che è l’unico competente in mezzo a geometri e maestrine: — quello che ti nascondono:

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PASSEGGIATA SERALE A BANZI

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Immagine tratta da Web 

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

PASSEGGIATA SERALE A BANZI

Dopo cena,

quasi ogni sera, usciamo

per la nostra passeggiata serale.

Dall’inizio di via Cavour,

dove abitiamo,

il nostro percorso iniziamo.

Nei pressi di padre Pio,

via Umberto imbocchiamo

e verso sud ci dirigiamo.

Lungo il cammino

dei paesani incontriamo

e spesso a chiacchierar ci fermiamo.

Poi a camminar riprendiamo,

ma di continuo salutar dobbiamo

conoscenti, amici, familiari e compaesani,

a destra ed a manca,

ché con tutti ci conosciamo!

Alla fine della rotabile

a destra svoltiamo

e via bosco III percorriamo.

Per via Domenico Pannelli transitiamo

e così Banzi 2,

o, meglio, Banzi nuovo raggiungiamo.

Qui ristoro troviamo al caldo che abbiamo!

Una fresca brezza ci accoglie salutare

in questo luogo

del nostro paese più collinare.

E nella pace, che intorno regna sovrana,

a guardar il cielo ci soffermiamo!

E’ stupendo, meraviglioso quello che vediamo:

il cielo, di vivide stelle pieno, che brillano

come tante fiaccole d’argento!

In mezzo a loro

la bianca luna, luminosa posa!

E le fulgide stelle

danzar sembran radiose,

qual candide ancelle

intorno ad una sposa!

Dalla campagna vicina,

di grilli canterini

ci allieta un’allegra sinfonia!

Nella notte silenziosa

dei bagliori scorgiamo

di lucciole luminose,

che dell’infanzia cara

ci fan ricordare…!

Nel nostro camminare

in via Piano di Spino sbuchiamo.

Poi via Garibaldi o via Puglia percorriamo.

Infine nel corso ed in piazza arriviamo,

dove giorno e sera

si raduna il popolo bantino.

Qui, anche senza appuntamento,

puntualmente

sempre ci ritroviamo!!

Banzi, 30 giugno 2010, ore 19,00 (in via Cavour, 11)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

 

 

 

 

Peperoni ripieni.

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Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana by Antonella Lallo 2017.

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

Peperoni ripieni con pane.

I peperoni ripieni con pane è una ricetta molto apprezzata è un piatto gustoso.

INGREDIENTI :

  • 6 Peperoni,

  • 200gr di pane raffermo

  • 6 aggiughe

  • prezzemolo

  • sale

  • capperi

  • 1 spicchio d’aglio

  • formaggio grattugiato

  • olio

PREPARAZIONE :

Prendere il pane raffermo sbriciolarlo in una ciotola,bagnarlo con acqua farlo ammorbidire per poi aggiungere il sale,aglio a pezzettini, alici spezzettate, prezzemolo,capperi ed amalgamare il tutto.

Dopo lavare e pulire i peperoni, togliere il torso e i semi che si trovano al suo interno.

Riempire i peperoni con l’impasto preparato.

Riporre i peperoni in una teglia cosparsa da un filo d’olio e metterla in forno a 220 gradi per 25 minuti.

Ed ecco a voi pronto il piatto.

Tratto da:Onda Lucana by Antonella Lallo

“Rassicurazioni di Pittella e Eni sul Cova sono una sceneggiata montata ad arte”

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Pittella al Cova durante il sopralluogo (foto profilo fb del governatore lucano)

Ultima modifica Ven, 19/05/2017 – 13:47 di Redazione Basilicata24 leggi tutto

Le dichiarazioni dell’ex gladiatore Pittella, a seguito dell’ispezione del 18 maggio di Regione, Ispra, Cnr e Arpab presso il Cova di Viggiano, fanno ormai parte del solito ritornello del tutto apposto, della tranquillità e della piena fiducia in Eni, a cui i cittadini lucani non credono di più. L’obiettivo di Eni e di Pittella è palese: si vuole far ripartire l’attività del Cova il prima possibile. Sembra di trovarsi di fronte a una vera e propria sceneggiata, montata ad arte per cercare di rassicurare la popolazione, che nei giorni scorsi è stata insultata e tacciata di provincialismo addirittura dal premier Gentiloni, solemente perché sta difendendo il proprio territorio, la propria salute e il futuro dei propri figli. Questa accelerazione improvvisa da parte del cane a sei zampe che ha annunciato la rapida installazione di uno dei tre doppifondi è la prova lampante, che con la chiusura temponarena vengono minati gli interessi economici dell’azienda, e che finora Eni ha messo totalmente in secondo piano la tutela dell’ambiente e della salute, e che è stata costretta ad ammettere fortuitamente la perdita di 400 tonnellate di greggio nei terreni all’interno e all’esterno del Cova. Avevo chiesto formalmente di poter partecipare all’ispezione con Ispra e Arpab, ma la Responsabile Eni del Distretto Meridionale, Francesca Zarri, mi ha risposto con un netto stop perché la comunicazione è avvenuta in ritardo, e ha chiesto per la prossima volta un preavviso maggiore. A questo punto chiederò formalmente di poter visitare il Cova con tecnici di mia fiducia per verificare quanto fatto. Rimane comunque in dato su cui si sta glissando completamente, ovvero la bonifica del sito inquinato. E’ questa la vera questione che ci interessa.

Gianni Leggieri Capogruppo M5S Basilicata

Ven, 19/05/2017 – 13:47

via “Rassicurazioni di Pittella e Eni sul Cova sono una sceneggiata montata ad arte” — Basilicata24

SVERSAMENTO PETROLIO Esposto contro Eni presentato da Legambiente

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Ultima modifica Ven, 19/05/2017 – 15:16 di Redazione Basilicata24 leggi tutto

“Con Legambiente Basilicata abbiamo presentato un esposto alla procura di Potenza dopo le dichiarazioni di Eni sugli sversamenti di petrolio dal centro oli di Viaggiano. Si tratta di un fatto gravissimo che viene dopo l’indagine giudiziaria con arresti per le attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti del marzo 2016 e che dimostra come tutte le dichiarazioni rassicuranti da parte di Eni in questi anni fossero parole al vento. È ora di intervenire con forza per fermare una situazione non più tollerabile in Val d’Agri: chiediamo alla magistratura e alle forze di polizia di utilizzare i nuovi delitti di inquinamento, disastro ambientale e omessa bonifica inseriti nel codice penale grazie alla legge sugli ecoreati di cui oggi si festeggia il secondo anniversario della sua approvazione”. È questo il commento di Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, intervenuto ieri al convegno di Viaggiano per presentare la legge 68/2015 approvata dopo 21 anni di lavoro dell’associazione per trasformare i reati ambientali da contravvenzioni a veri e propri delitti da codice penale, a cui hanno partecipato Valeria Tempone direttrice di Legambiente Basilicata Onlus, Ennio Di Lorenzo presidente del circolo Legambiente Val d’Agri, Stefano Palmisano avvocato penalista esperto di ambiente e salute, il vice sindaco di Viggiano Michele Montone, il sindaco di Grumento Nova Antonio Imperatrice e il comandante della Compagnia Carabinieri di Viggiano Capitano Rocco De Paola Con la legge sugli ecoreati, le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria possono contare su sei nuovi delitti specifici da contestare tra cui inquinamento, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento del controllo e omessa bonifica. Le pene sono molto importanti: si va dalla reclusione da 2 a 6 anni per il delitto di inquinamento a quella da 5 a 15 anni per chi commette un disastro ambientale con tempi di prescrizione raddoppiati, una lunga serie di aggravanti, la confisca dei beni (anche per equivalente) degli inquinatori, come già previsto per i mafiosi, e sanzioni severe come la responsabilità giuridica delle imprese. La legge prevede anche sconti di pena per chi si adopera a bonificare in tempi certi. “L’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale è stata una grande conquista per l’Italia, oggi leader nella lotta agli ecoreati, ed è il primo anello di una catena più lunga, che va costruita con l’obiettivo di innalzare i controlli ambientali per tutelare l’ambiente, la salute e le imprese sane – dichiara Valeria Tampone, direttrice generale di Legambiente Basilicata. Chiediamo che la grave situazione ambientale causata dalla estrazioni petrolifere e dagli sversamenti di idrocarburi nell’ambiente venga affrontata con gli strumenti efficaci di contrasto oggi disponibili grazie alla legge 68 del 2015 che ha inserito i reati ambientali come delitti da Codice penale. Il nostro esposto presentato ieri alla Procura chiede che si utilizzi questo potente mezzo oggi a disposizione del popolo inquinato per pretendere anche nella nostra regione il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini e dei lavoratori”. La legge sugli ecoreati sta funzionando. Secondo i numeri elaborati da Legambiente sull’azione repressiva svolta dalle forze di polizia e dalle Capitanerie di porto, nel 2016 in Italia la legge 68/2015 ha consentito di sequestrare 133 beni per un valore di circa 15 milioni di euro e di sanzionare 574 ecoreati, più di uno e mezzo al giorno. Entrando nello specifico dei dati sull’azione repressiva svolta nel 2016 dalle forze di polizia, sul fronte dei delitti contestati, sono 143 i casi di inquinamento ambientale, 13 quelli di disastro ambientale, 6 quelli di impedimento di controllo, 5 i delitti colposi contro l’ambiente, 3 quelli di omessa bonifica e 3 i casi di aggravanti per morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale. La Campania è la prima regione per il numero (70) di ecoreati contestati. La Sardegna è la regione con il maggior numero di denunciati (126), mentre l’Abruzzo per il numero più alto di aziende coinvolte (16). Il maggior numero di arresti è stato compiuto in Puglia (14), il numero più alto di sequestri in Calabria (43). In Basilicata sono stati 22 gli ecoreati contestati dalle forze di polizia nel 2016 e 52 le persone denunciate. Secondo il ministero della Giustizia dal 1 giugno 2015 a fine 2016, la legge 68 è stata applicata in Italia in 467 procedimenti penali con 651 persone denunciate. Nel 2015 sono stati 41 i procedimenti giudiziari che si sono conclusi con condanne di primo grado grazie alla nuova legge, mediante patteggiamenti e riqualificazione di reati contestati precedentemente sotto altro titolo. Secondo informazioni che la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti che ha raccolto da 167 uffici giudiziari tra Procure, Tribunali e Corti di appello (pari al 57% del totale nazionale) emerge che ad oggi circa il 60% degli uffici giudiziari ha già applicato la legge in tutta Italia, con una maggiore accentuazione nelle Isole e nel Sud. Sono arrivate anche le prime sentenze di Cassazione. A cominciare dalla sentenza n. 46170/16 della Terza sezione penale del 21 settembre sull’inquinamento ambientale per i lavori di dragaggio del «molo Garibaldi» e del «molo Fornelli» del Comune di La Spezia, procedimento che vede Legambiente costituita quale parte offesa. A questa sentenza ne sono seguite altre, tra cui quelle sulla pesca illegale a Taranto, su un caso di inquinamento causato da una distilleria in Campania e su un depuratore malfunzionante in Sicilia.

Ven, 19/05/2017 – 15:16

via Esposto contro Eni presentato da Legambiente — Basilicata24

http://basilicata.basilicata24.it/salute/ambiente/esposto-eni-volta-presenta-legambiente-24330.php

‘Ndrangheta, Vizzari informò il boss Piromalli dell’arrivo di Pittella negli Usa: “Gli ho fatto vedere come lavoriamo”

 

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18 Mag 2017

Scritto da redazione

POTENZA – “Gli ho fatto vedere come lavoriamo…insomma il lavoro che facciamo”. Con queste parole Rosario Vizzari, considerato dalla dda di Catanzaro l’imprenditore referente del clan Piromalli, egemone nella piana di Gioia Tauro, al telefono informava il boss Antonio Piromalli dell’esito della visita negli Stati Uniti del governatore lucano, Marcello Pittella.

Il presidente aveva raggiunto New York nel dicembre del 2015 per suggellare l’accordo che prevedeva la distribuzione nei supermercati statunitensi dei prodotti tipici lucani, sottoscritto con Sviluppo Basilicata dalla Avant Garde Sales & Marketing, la società di Vizzari leader negli States della commercializzazione di prodotti tipici del Sud Italia. Peccato, però, che secondo la ricostruzione degli inquirenti, gran parte delle primizie provenienti dalla Calabria, a cominciare dall’olio di oliva, erano di scarsissima qualità, mentre venivano pagate come produzioni di valore.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

 

SERA D’ESTATE

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

SERA D’ESTATE

Lento

il sole

muore

all’orizzonte!

Dalla campagna,

stanco,

riede a casa il contadino.

Pensieroso, pesante

per la via deserta muto si trascina!

La fonte è lì, che allegra l’attende!

Sospirando

il suo fardello egli posa lentamente.

Brilla l’onda cristallina

nel grigio della sera!

La calma regna sovrana intorno,

interrotta a tratti

dal gaio rumor dell’acqua!

Si china a ristorar le stanche membra.

Poi, con atto devoto,

riconoscente ringrazia il Signore.

Lo stormir leggero dei pioppi lo fa sussultare…!

S’accorge allora che oscura s’è fatta l’aria.

Con vigore ora il suo cammin riprende.

I grilli fan festa al suo passare

e in coro si mettono a cantare!

Anche la luna è sorta in cielo a fargli compagnia

e, sorridente, gli illumina la via!

(Banzi, luglio 1965)

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

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BANZI. A NORD, SCENDENDO NELLA VALLE: LA “FONTANA DEI MONACI”