A proposito di Bufale!!!

Tratto da:Onda Lucana by Alessandro De Luca

A proposito di Bufale!!! “Oggi la banca è risanata, e investire è un affare”– Renzi su MPS da Il Sole 24 ORE del 22 gen 2016 –

Siamo al 77° posto nel modo in quanto a libertà di stampa e le reazioni scomposte della Boldrini (che pubblica la lista degli insulti che riceve ma non i motivi per cui li riceve) prima e di Pitruzella (Presidente antitrust) dopo, che propone un giro di vite su facebook per bloccare, nei Paesi UE, il propagarsi di bufale e notizie false, confermano non solo che la posizione è strameritata ma anche che ci stiamo impegnando per fare ancora meglio.

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Immagine tratta da repertorio Web

Ora, se la cosa non fosse tragica, ci sarebbe da ridere a crepapelle se non altro al pensiero che per anni ci siamo dovuti sorbire le innumerevoli stupidaggini propinateci come se fossero Vangelo dal Messia maremmano.

È tuttavia agghiacciante che qualcuno possa solo ipotizzare, oggi, iniziative del genere, in Europa: queste sono cose da Corea del Nord o cose turche alla Erdogan, non degne dei civilissimi Paesi UE (quelli dei tanto decantati progetti Erasmus e degli interscambi culturali)

Davvero preoccupante che si facciano proposte così insensate e sinistramente autoritarie, tra l’altro nemmeno tanto originali: già in 1984 di Orwell compare un Ministero della Verità, che aveva il monopolio sulla verità nel dibattito pubblico che con la scusa di controllare le bugie le propagandava.

Dunque proviamo a riflettere: siamo ufficialmente un Paese senza libertà di stampa dove tutti i grandi giornali (tranne rarissime eccezioni) vengono foraggiati e mantenuti da finanziamenti che provengono dal Governo che, nel frattempo, ha occupato anche la Rai e dove le balle più clamorose sono state, in questi anni, pubblicate dalla vecchia  stampa o mandate in onda dai tg  e il problema sarebbe qualche infortunio su internet??

Punto di vista originale che vogliamo per un attimo provare a sposare: se il problema sono le falsità e le bufale nell’etere come mai a Monti, Letta e soprattutto a Renzi, in questi anni, è stato concesso la licenza di raccontare ogni sorta di pensiero, fiumi di parole sull’economia, sull’importanza dell’Europa, sull’ineluttabilità dell’Euro, sui migranti profughi, sul jobacts e i voucher come soluzione occupazionale e hanno lasciato che queste immani programmi divenissero leggi, fatti e atti concreti che hanno influito pesantemente nella vita dei cittadini e dell’intero Paese? Cosa dire poi delle bufale del “basta un si” per risolvere i problemi della Sanità o addirittura per combattere meglio e forse definitivamente il cancro?

Lo stesso Presidente Mattarella, nel suo discorso di fine anno rivolto solo ed unicamente ad una parte ben precisa della Nazione, ovvero: ai  detentori del potere economico e politico, e dei loro sostenitori, che vigilano sul mantenimento dell’ordine costituito e occupano un posto di rilievo nella vita sociale ed economica del Paese (in unica parola: establishment), ha definito il “web un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi“.

Già, ma chi stabilisce cos’è verità e cosa falsificazione? Di sicuro c’è una enorme divergenza tra due diverse verità, Presidente: la sua e di ciò che lei rappresenta e quella della gente.

Lei, Presidente, dimentica che sul ring c’è già lo Stato pronto a boxare con i cittadini e che semmai dovrebbe svolgere il ruolo di arbitro e non di contendente!!

Vorrei che fosse chiaro a tutti quanta gravità trasudano le parole sia di Mattarella che di Pitruzzella per cui proverò a fare qualche richiamo storico che a mio parere appare tutt’altro che eccessivo.

Mussolini intuì sin da subito l’importanza del controllo dei mass media, dei giornali, della radio e perfino del cinema (indimenticabile Istituto Luce) e grazie alla strumentalizzazione degli stessi stabilì un controllo totale sull’informazione e la cultura.

Il regime impartiva alla stampa indicazione ben precise, si doveva infondere fiducia, ottimismo e sicurezza nell’avvenire eliminando critiche e notizie allarmistiche e contrastanti che potessero minare la fiducia nel duce.
In pochissimo tempo tutta la stampa fu imbavagliata con censure e sospensioni delle pubblicazioni.

Ed oggi chi vuole bloccare il propagarsi delle informazioni attraverso il web (l’unico veramente libero che a differenza di giornali e tv non si può né lottizzare ne ammansire) con la scusa di bloccare eventuale disinformazione e distorsione delle notizie, è evidentemente alla ricerca di un’informazione che assomigli sempre di più a pura propaganda che non deve servire la verità, specialmente perché questa potrebbe servire l’avversario come ricordava il Führer.

Tratto da :Onda Lucana by Alessandro De Luca

 

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Mancanza di estetica e di etica. Senso cinico o senso civico?

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Immagine tratta da repertorio Web su elaborazione grafica di Antonio Morena.

Tratto da :Onda Lucana by Alessandro De Luca

Ricordo ancora ogni singolo dettaglio del viaggio in Inghilterra, nonostante siano trascorsi diversi anni. Ne rimasi impressionato, all’inizio non capivo cos’era che mi entusiasmasse ,a mia insaputa, così tanto, provavo un senso di appagamento quasi di benessere senza capirne il motivo ma mi resi conto solo dopo un po’ che lì respiravi una forma di civiltà condivisa e presente nei gesti e nei volti della gente e non solo nelle opere d’arte o nei monumenti. Una civiltà semplice ed allo stesso tempo potente, non necessariamente manifestata tramite il genio di Michelangelo, Da Vinci o Raffaello ma dalla gente comune, quotidianamente.

Impossibile non notare la differenza tra pubblico e privato o tra dentro e fuori casa, fuori e dentro la proprietà privata. E’ davvero triste ammetterlo ma la nostra Patria italica spesso inizia e finisce con la nostra famiglia, la nostra casa e le cose che possediamo (come tanti Mazzarò in La Roba di Verga), tutto il resto non ci appartiene e non ce ne curiamo.

Mazzarò “Di una cosa sola gli doleva, che cominciasse a farsi vecchio, e la terra doveva lasciarla là dov’era. […]  Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: – Roba mia, vientene con me! -“

Il nostro mondo coincide con la nostra proprietà e infatti curiamo la nostra casa, il nostro nido nei minimi particolari soprattutto internamente: anche il mobilio e le suppellettili sono di gran valore ma spesso ci scordiamo di intonacare le case o di decorarle, forse i più attenti e con il pollice verde curano anche il proprio giardino fino al loro steccato, ma al di là dello steccato cosa accade??

In che condizioni versano strade, spazi pubblici, aiuole, marciapiedi, giardini e verde pubblico?? Un caos spontaneo e selvaggio. Non è raro, infatti, imbattersi anche nelle zone centrali di paesi e città, in rovi, arbusti e spine che invadono marciapiedi, strade o vicoli o aiuole o trovare parchi inutilizzabili per l’assoluta assenza di cura e manutenzione.

La case oltre manica sono essenziali, quasi spartane ma comode, ordinate, linde, spesso a schiera e un po’ tutte uguali ma di fronte non è difficile trovare un parco pubblico che sembrail giardino di Buckingham Palace,  lìsi può passeggiare, andare in bici, osemplicemente leggere un libro o improvvisare una partita a calcio su un meraviglioso prato verde: ditemi dove è possibile trovare ciò nel nostro Sud??

Da noi, soprattutto in taluni paesini dell’entroterra, fanno da sfondo a manifestazioni e al passaggio dei Santi, case di mattoni a vista (con pilastri in attesa del solaio) marciapiedi sconnessi e muretti divelti. È una presenza quasi costante e ingombrante, una bruttura che si era impadronita della quotidianità dei meridionali che, con non poche difficoltà, se ne stanno liberando.

I tondini di ferro, i ferri di attesa, che spuntano dai pilastri sui lastrici e i tetti delle case senza intonaco, sono proprio il simbolo dell’attesa e delle promesse mai mantenute dai politici, e forse dalla vita, in questi luoghi che custodiscono e conservano questa tipica architettura della mancanza e del non finito.

Il non finito è il vero e proprio monumento alle aspettative deluse dei cittadini quasi una trasfigurazione delle illusioni di cui sono stati nutriti gli abitanti di questi territori.

Analogo discorso vale per quanto riguarda sia il rispetto dell’ambiente (non è raro imbattersi, ancora oggi, in piccole discariche , di ogni tipo,lungo torrenti o boschi) che delle opere pubbliche quasi mai finite, alcune volte nemmeno iniziate e spesso inutilizzate o inutilizzabili, alcune volte ancora se ne ignora addirittura l’esistenza: semplicemente perché la loro realizzazione è rimasta, quasi del tutto, sulla carta.

L’inno all’incompiuto in Italia è talmente diffuso da rappresentare un vero e proprio museo all’aperto dove poter ammirare ogni sorta di abuso edilizio e/o ambientale: collettori fognari che scaricano direttamente a mare, depuratori che hanno l’unica funzione di deturpare l’ambiente, scheletri di cemento ovunque e dietro cui si nascondono spesso storie di cattiva programmazione, spreco di denaro pubblico e illegalità.

Non è solo, quindi, un semplice dualismo bellezza/bruttezza ma è assenza di estetica che si trasforma in assenza di etica e senso civico che diventa senso cinico e sfiducia.

Il senso civico nasce nella fiducia verso gli altri individui di una società quando la centralità della società a cui si appartiene supera e ingloba quella del proprio nucleo familiare (familismo amorale, secondo il quale al di fuori del proprio nucleo familiare c’è il nemico da combattere e depredare: ovvero lo Stato e tutto ciò che è pubblico o che non appartiene a noi e al nostro nucleo familiare).

La sfiducia quindi provoca indifferenza e in alcuni casi addirittura atteggiamenti predatori verso gli altri e le risorse pubbliche.

Quante volte abbiamo sentito slogan quali:“futtitinni”; “pienza a saluti” o “avìtaèssefurb”?!

Termini siciliani o napoletani, colonne sonore quotidiane, che racchiudono in sé una filosofia di vita tutta meridionale:” fregatene degli altri, cerca di ottenere in ogni modo i maggiori vantaggi immediati per te e la tua famiglia, e comportati come se tutti gli altri si comportassero in questo modo.”

Semplice no? Peccato che determinano una serie di fatti e situazioni concrete e devastanti che vincolano e limitano pesantemente la qualità della vita e lo sviluppo armonico e civile di tutta la società, ne portare volentieri come esempio e monito alcuni di questi fatti e situazioni ma in fondo sono talmente risaputi da risultare un esercizio del tutto inutile. Ricordiamo, dunque, più utilmente Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”. Bellezza dell’etica e non solo dell’estetica: mi pare un buon modo per augurarci Buon Anno!!

Tratto da:Onda Lucana by Alessandro De Luca

O ROMA O MORTE!!!

Tratto da:Onda Lucana by Alessandro De Luca

Avete presente la frase attribuita a Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci.”?Bene, ormai non deridono più nessuno, adesso guerreggiano e attaccano senza sosta!  Ecco, questo è quello che è successo e sta succedendo ovunque con il Movimento 5 Stelle, (vi ricordate di Quarto, Livorno, Bagheria ecc…) ma soprattutto a Roma, ed oggi siamo alla fase n° 3 (poi ti combattono).

I Cinque Stelle sono stati ignorati per anni, poi derisi e denigrati, oggi invece, contro di loro, schierano l’artiglieria pesante.

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Immagine tratta da:Web.

Speriamo arrivi presto la quarta fase, costi quel che costi: “O Roma O Morte” si legge alla base del monumento di Giuseppe Garibaldi e mai come oggi è necessario indossare la camicia rossa.La posta in gioco è troppo alta e la battaglia è tutt’altro che vinta!L’Italia, è tristemente noto, è una Repubblica fondata su due colonne portanti: la CORRUZIONE e la DISINFORMAZIONE (o mancanza della libertà di stampa)!! Spero sia chiaro a tutti! La prima  viene stimata in 60 miliardi di euro, ma che non tiene conto e in debita considerazione di molti altri aspetti e costi indiretti: fuga di cervelli all’estero (un sollievo per il ministro Poletti), o del deficit di concorrenza; la seconda, la libertà di stampa ci vede posizionati al 77° posto della classifica mondiale (su circa 200 Paesi), praticamente gli ultimi tra i paesi cd evoluti, Haiti e Burkina Faso meglio di noi!!!Due totem intoccabili (altro che Costituzione!), simbiotici e indissolubili: l’uno a garanzia e a supporto dell’altro, che negli anni hanno cementato e tenuto insieme un Paese che più diverso non poteva essere: cosa lega, infatti, un siciliano ad un valdostano?? O un piemontese ad un calabrese se non questo sentimento di sopraffazione reciproca e legalizzato attraverso la politica e la gestione privatistica e interessata della res publica??

Appalti, gestione del territorio (dal punto di vista urbanistico e ambientale: speculazione edilizia e inquinamenti da smaltimento illegale di rifiuti anche pericolosi), finanziamenti ai partiti, alle imprese e ai privati creano un appeal fortissimo e irresistibile che garantiscono facili arricchimenti e clientes in un cerchio perverso che si autoalimenta.Tutto ciò che è pubblico e risorsa pubblica è un’attrazione fatale per le mafie, non necessariamente con la coppola anzi solitamente in giacca e cravatta e dai toni garbati e rassicuranti.

I Partiti, in primis il PD, i media e i tutti i ben-pensanti da salotto in quanto beneficiari dell’attuale status quo sono tutti appassionatamente uniti, in un perenne patto del Nazareno trasversale, contro il Movimento 5 Stelle,  ma perché hanno così tanta rabbia e paura??

La domanda è volutamente oziosa e provocatoria e la risposta abbastanza scontata:  sono l’unica variabile incontrollabile in un sistema di potere oligarchico consolidatosi lungo secoli di abusi e corruttele di ogni genere che vede contrapporsi, senza soluzione di continuità, Luigini a Contadini: i due unici veri partiti italiani, secondo Levi, e che può, finalmente, far prevalere gli eterni perdenti Contadini.Ma i contadini non possono regnare, non in questo mondo, qualsiasi religione ce lo insegna: gli ultimi saranno i primi: ma non qui, non adesso!!E per scongiurare che ciò avvenga Matrix non può concedersi alcuna sosta, ecco che diventa vitale veicolare con insistenza notizie, anche di poco conto, farcite di illazioni di qualunque tipo o riportare cronache che riguardano fatti, personaggi ed epoche che nulla hanno a che vedere con l’attualità, e i professionisti del dileggio lo sanno benissimo: l’importante è creare caos, gettare discredito e fango, tentare di produrre sconcerto e disorientamento e dubbi: si stava meglio quando si stava peggio?Lo hanno fatto e lo stanno facendo in grande stile a Roma senza risparmiarsi! A Roma, è chiarissimo, la partita in gioco non si chiama Roma ma Italia e probabilmente per sempre, ecco perché sono così agguerriti e non molleranno facilmente la presa: sarà una battaglia cruenta, subdola e senza esclusione di colpi ma lo sapevamo e bisognerà dare fondo a tutte le migliore energie.

Carlo Levi, nel suo capolavoro, descrive sapientemente questo tentativo di dominio di classe che si perpetua da sempre.

La piccola borghesia non ha mezzi sufficienti col decoro necessario, per fare la vita del galantuomo. […] Questa classe degenerata deve, per vivere (i piccoli poderi non rendono quasi nulla), poter dominare i contadini, e assicurarsi in paese, i posti remunerati di maestro, di farmacista, di prete, di maresciallo dei carabinieri, e così via, E’ dunque questione di vita o di morte avere personalmente in mano il potere; essere noi o nostri parenti o compari ai posti di comando. Di qui la lotta continua per arraffare il potere tanto necessario e desiderato, e toglierlo agli altri; lotta che la ristrettezza dell’ambiente, l’ozio, l’associarsi di motivi privati o politici rende continua e feroce.

Tratto da:Onda Lucana by Alessandro De Luca

VALORE ALLE PAROLE. L’IMPORTANZA DELLA PAROLA DATA: HAI LA MIA PAROLA!!!

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Immagine tratta da Web.

Tratto da : Onda Lucana by Alessandro De Luca

Basta, anzi, bastava la parola. Quanto vale la parola data adesso, oggi-giorno?

Poco o forse niente, anzi sembra “normale” rimangiarsela non solo in politica (Renzi e la sua “gang” ne rappresentano un clamoroso e inarrivabile esempio), ma anche e spesso nella società civile.

Eppure la parola data,  o meglio, mantenere la parola data era la colonna portante, fino a qualche decennio fa, della nostra società, prima che fosse sopraffatta dalle carte e poi anche dalle innovazioni telematiche digitali.

La vita, gli affari, i rapporti commerciali il proprio lavoro, tutto era fondato sulla parola, spesso senza necessità alcuna di firmare alcunché, senza contratti o firme digitali: bastava una promessa verbale!!

“Ti do la mia parola”, era una frase che avvicinava e consolidava: bastava da sola.

La parola data creava fiducia e incorniciava l’azione futura in certezza etica, trasformando il gesto simbolico di una stretta di mano in un patto solidale di fiducia reciproca.

Ma come ci ricorda San Girolamo:”È facile trasformare un amico in nemico se non si mantengono le promesse.”

Perché la promessa non mantenuta è un tradimento che genera delusione con la prevalsa della menzogna che soffoca le aspettative.

La politica recente e soprattutto il Governo del bombastik di questo, è evidente, non ne ha tenuto conto, anzi ha puntato tutto sull’ubriacante effetto di roboanti promesse e di bugie accattivanti. Creando una sorta di eroe ultra-collodiano: metà Lucignolo e metà Pinocchio che ha saputo ingannare tutti mescolando false speranze, da paese dei balocchi, con continue bugie finanche su una presunta buona scuola che lui, invece, avrebbe sempre marinato.

Il Principe fiorentino probabilmente era convinto che la lealtà fosse cosa superflua e non ripagasse in modo conveniente, come sostenuto anche dall’altro Principe, quello di Niccolò Machiavelli:

Tutti sanno quanto sia cosa apprezzata in un principe mantenere la parola data e vivere con onestà e non con l’inganno. Tuttavia nei nostri tempi sappiamo per esperienza che hanno fatto grandi cose quei principi che non si sono preoccupati della parola data, e che con l’astuzia hanno saputo confondere le idee agli uomini; e alla fine hanno superato i principi che si sono comportati in modo leale.

Come si può pensare di vivere e migliorare una società dove il principio di mantenere la parola data non viene ribadito dalla legge e dalla morale e dove proprio chi dovrebbe fare queste leggi e dovrebbe farle rispettare è il primo a cambiare idea, ritrattare, secondo le proprie convenienze e le proprie necessità.

Purtroppo l’esempio che ci viene consegnato dai nostri governanti (non ultimo la querelle vergognosa della Ministra Fedeli che falsifica il suo titolo di studio) continua ad essere devastante dal punto di vista educativo e dei modelli che propongono, soprattutto ai giovani: la legge, infatti, può colpire il disonesto, ma non può insegnare la sincerità, la lealtà o la buonafede e il rispetto della parola data.

Anche la modernità, con la sua pervadente tecnologia, ha generato, è vero, una facilitazione dei rapporti, ma ne ha minato le basi fondanti imprigionando la parola in freddi e sgrammaticati sms.

Da che parte è necessario ricominciare? Quali strumenti possiamo mettere in campo per ricostruire un linguaggio basato di nuovo sulla fiducia e sul valore delle parole?

Proprio non saprei, forse potremmo pensare di istituire la giornata della parola data per passare dalla società della parole al vento a quella di un’unica parola: quella data e mantenuta!!!

Tratto da : Onda Lucana by Alessandro De Luca

RIPETENTI E PROMOSSI!!!

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Vignetta by Antonio Morena

Tratto da:Onda Lucana by Alessandro De Luca

Questo ennesimo affronto ai cittadini, da parte del Palazzo ci insegna che la spaccatura nel Paese è insanabile: la distanza tra i lussuosi attici dell’edificio sociale italiano e i seminterrati, sempre più affollati e inospitali, è abissale.

Ma come è potuto accadere tutto ciò, quasi non ce ne siamo resi conto, dove eravamo? Dove siamo stati tutto questo tempo?

Nessuno di noi è stato in grado di percepire la vera, cruda realtà! Ognuno distratto e preda dei propri personali egoismi, alla ricerca del proprio tornaconto, che ha tanta parte in quello che facciamo, a tal punto che tante volte lo confondiamo con gli ideali.

Come abbiamo potuto permettere ad una minoranza inadeguata, moralmente e culturalmente, di strapparci tutto, finanche la nostra dignità di cittadino?

Il peccato originale è stato il rifugiarsi nel privato, il desiderio di tranquillità che, seppure del tutto legittimo, ci ha portato ad alienarci e isolarci in un oceano di indifferenza.

Desiderare una propria tranquillità, quindi, è deprecabile? Ma certo che no: chi non desidera la quiete e la serenità familiare e lavorativa?

Ma tutto ciò non è un dono concesso per grazia divina: i latini sono li a ricordarcelo: si vis pacem para bellum. La pace, la sicurezza hanno un prezzo che richiedono sacrifici enormi e continui, non arrivano dal cielo. E’ tutta qui la nostra colpa, io credo: l’aver abdicato, l’aver lasciato ogni diritto, di fronte a qualche vacua e rimbombante promessa, delegando ad altri ciò che spettava solo ed unicamente a noi: essere dei cittadini!!!

Eppure non è il caso di disperare, mai come ora i giovani sono stati così presenti e consapevoli dell’importanza del voto, il loro, dato a se stessi nel respingere le tentazioni di SIrene incantatrici e truffaldine.

Saremo, tuttavia, totalmente al sicuro solo quando i nostri figli o nipoti, alla domanda, della loro maestra, su cosa volete fare da grande, risponderanno in coro:  ≤voglio interessarmi di politica, fare l’amministratore, voglio occuparmi della mia città, del mio paese, della mia famiglia…voglio dedicarmi alla gestione della “res pubblica”, agli altri e quindi a me stesso≥

Ecco ci salverà, dunque, un esercito di maestre e maestri che sapranno incoraggiare questi desideri, queste speranze e sapranno accompagnare e coltivare questi talenti.

Noi, poveri illusi, speravamo di diventare architetti, ingegneri, astronauti, medici, attori, cantanti, calciatori…e abbiamo fatto il loro gioco non sapevano, meschini, che il mestiere più importante per la società e forse anche il più nobile è proprio quello di occuparsi degli altri e del mondo che ci circonda…o all’inverso, come direbbe Bertolt Brecht, che:  ≤Il peggiore analfabeta è l’analfabeta politico: egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche…

E loro, gli inquilini degli attici, hanno incoraggiato queste nostre aspirazioni, ci siamo cascati, bisogna ammetterlo!! Quante volte abbiamo sentito dire che la politica è sporca e cattiva, roba per esperti specialisti,  gente dura e con pochi scrupoli. Una disciplina non adatta ad animi sensibili che ha le sue regole e le sue esigenze e queste esigenze erano e sono stranamente sempre più simili a quelle di qualunque ladro e grassatore.

Lasciate fare a chi può e deve; voi votateci e abbiate fiducia“. Questo dicevano, e quello che facevano lo abbiamo visto a nostre spese anche e soprattutto oggi!

Cittadini passivi, quieti, tutti dediti ai loro affari privati e senza grilli(ni) politici per la testa, è così che ci volevano, è cosi che ci hanno cresciuti.

Cittadini attivi, liberi e partecipi è così che ci salveremo!!!

Tratto da:Onda Lucana by Alessandro De Luca