INVESTIMENTI IN DECLINO

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Imaggine tratta da repertorio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Avv.Antonio Romano

 Le risorse finanziarie private in Italia sono spaventosamente bloccate nelle mani di pochi che non investono più per ragioni fiscali, le banche non rappresentano più gli organismi previsti dall’art. 47 della Costituzione e son più dedite a speculazioni che a finanziarie l’economia reale, i privati accumulano risparmi e non consumano o consumano beni di infima qualità: In sostanza prevale una paura profonda del futuro. Oggi il grande problema dell’economia italiana è il calo degli investimenti, un problema che riguarda solo gli imprenditori ma riguarda anche noi consumatori. Ognuno di noi fa investimenti se si decide di comprare casa, con o Anche noi privati facciamo investimenti laddove decidiamo di comprare casa con o senza mutuo, ci iscriviamo a un master per perfezionare formazione e competenze, acquistiamo un’autovettura nuova. In tutti i casi in cui si decide di investire in tutti noi prevale una visione ottimistica del futuro: se spendiamo oggi e per un domani migliore. Chi investe oltre a credere in se stesso ha una visione positiva degli eventi futuri. Ovviamente ciò vale ancor di più per un imprenditore, che deve produrre beni o servizi nella prospettiva di venderli e quindi fare utili da reinvestire per far crescere l’azienda e l’occupazione. Dal 2008, anno di inizio della crisi assistiamo ad un inesorabile declino degli investimenti, il pessimismo della nostra visione del futuro soprattutto a causa della malagestio dei nostri governanti .è la causa principe del tramonto dell’ economia italiana.

Tratto da:Onda Lucana by Avv.Antonio Grazia Romano

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Immagine tratta da Web su eleborazione grafica di Antonio Morena

Tratto da :Onda Lucana by Avv. Antonio Romano

La Germania ha chiesto agli altri paesi europei se sono disposti a combattere i liberatori dal giogo nazifascista ( USA ) per permettere a Berlino di comandare in Europa, ossia per dare lo scettro del comando allo stesso soggetto che troppo spesso ha affamato per propri interessi i suoi stessi partner negli ultimi 10 anni (Grecia in testa)? Con l’ €. ci ha guadagnato solo la Germania come ammesso dagli stessi politici tedeschi, ad un aumento del benessere germanico è corrisposta la povertà nei paesi periferici, soprattutto in quelli troppo contigui ai poteri USA (il vero obiettivo ). La Brexit poi ha evidenziato che sia in formazione un nuovo centro di potere europeo alternativo a Berlino ossia la Germania dal giugno scorso non è più sola al comando dell’Europa, ora c’è anche Londra. Ed oggi non a caso Londra è con Washington. In tale prospettiva ci sarà un paese europeo che riuscirà a contrastare tutto ciò? L’Italia: nonostante le catastrofi che ha dovuto affrontare nel 2016/17 terremoti, invasione rifugiati/clandestini l’Europa franco/tedesca ci chiede di rientrare a tutti i costi dal deficit solo per costringerci a privatizzare quanto più possibile e far arrivare la Troika a Palazzo Chigi. La Germania è strategicamente proiettata a sostituirsi agli USA in Europa per comandarla e riflettendo si comprende come l’imposizione dell’austerity tende a tale ultimo fine.Quello che la Germania non ha ottenuto con le armi ora cerca di ottenendo controllando la finanza.

Tratto da:Onda Lucana by Avv. Antonio Grazia Romano

I danni inestimabili della malagestio lucana

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Immagine tratta da repertorio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Avv. Antonio Romano

Se nel 2006 non fossero stati sottoscritti due contratti di derivati con Ubs e Dexia, la regione Basilicata avrebbe potuto disporre in questi dieci anni oltre 35 milioni €. da destinare all’occupazione ovvero alla riduzione delle tasse regionali. Dal 2006 al 2016 i soli consiglieri regionali di Basilicata ( prima 30 ora 20 ) e i loro uffici hanno incamerato oltre 200 milioni di €. e se tali spese fossero state ridotte del 50% si potevano destinare in questi 10 anni circa 100 milioni di €. all’occupazione ovvero alla riduzione delle tasse regionali Dal 2003 ad oggi sono stati spesi 210 milioni di €. per l’attuazione del Programma operativo “Val d’Agri, Melandro, Sauro, Camastra” senza che in quelle zone si sia concretizzato sviluppo economico e dell’occupazione. L’elenco delle spese inefficienti e improduttive potrebbe continuare all’infinito ma soni sufficienti gli esempi su indicati per intuire le ragioni della nostra mai sopita arretratezza economica che poi influisce negativamente su quella sociale e culturale. A partire dal consuntivo 2016 Regione Basilicata e andando a ritroso negli anni al fine di capire fino in fondo le ragioni del mancato sviluppo economico e dell’occupazione in questa regione di appena 550.00 abitanti. Dovremmo tutti analizzare nel miglior modo possibile  la situazione di bilancio e tentare tutti insieme di fornire suggerimenti a quanti amministrano al fine di contrastare il grave fenomeno dell’emigrazione giovanile a scapito del repentino dissanguamento di anno dopo anno verso la nostra popolazione.

Tratto da:Onda Lucana by Avv. Antonio Grazia Romano

“Giovani italiani vanno all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi”.

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Immagine prodotta da : Avv.Antonio Grazia Romano.Italiani scalano grattacielo a Londra.

Tratto da:Onda Lucana by Avv. Antonio Romano

I Giovani Italiani/Lucani ormai emigrano a decine di migliaia ogni anno. Poletti: “Giovani italiani vanno all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi, quelli che se ne vanno non sempre sono i migliori”. A mio avviso tal ministro dovrebbe solo dimettersi insieme a tutto il governo e si dovrebbero dimettere perchè sull’occupazione giovanile hanno semplicemente fallito e non c’è crisi economica che tenga avendo dimostrato in questi giorni che quando i poteri finanziari a noi occulti lo impongono le risorse finanziarie le trovano ( 20 miliardi . per salvare MPS ) e come se le trovano e pure di corsa.Nel 2012 si sono cancellati dall’anagrafe per trasferirsi all’estero in 68mila, in aumento rispetto ai 50mila del 2011. Tanti rimangono in Europa, meta preferita la Germania davanti a Svizzera, Regno Unito e Francia. Pochi i ricercatori che di contro arrivano nel nostro Paese.I nuovi emigranti partono alla ricerca di un’occupazione, cervelli o braccia che siano, la fuga è da un Paese in crisi che non offre abbastanza posti e quelli che offre sono sottopagati. All’estero i nostri giovani si affermano e vengono ben pagati perché fuori c’è più meritocrazia e una classe dirigente migliore che valorizza le energie e le competenze. Via i giovani, ogni anno è peggio. Ai dirigenti e amministratori della nostra regione poi credo possiamo candidarli all’oscar del fallimento in tema di occupazione giovanile.I giovani lucani tra i 18 e i 34 anni residenti ormai all’estero al 2016 rappresentano il 22% del complessivo di emigratii. Tra questi il giovane Andrea che ormai vive a Londra una metropoli europea che offre tutte quelle opportunità che in Italia restano solo sogni nel cassetto. I giovani migliori e piu’ preparati se ne vanno e la Basilicata rimane immobile non riuscendo ad attrarne da altri luoghi.Prossime tornate elettorali per non perdere ogni speranza mi auguro i giovani italiani/lucani riescano a lanciare la sfida e a competere democraticamente per l’affermazione di una nuova classe dirigente cui stia a cuore il progresso socioeconomico del paese e dei suoi cittadini.

Tratto da :Onda Lucana by Avv. Antonio Grazia Romano

PAGARE GRATIS COME FANNO LE BANCHE

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Immagine di repertorio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Avv. Antonio Romano

I governi e le autorità monetarie, i tribunali ( Tribunale di Bolzano ) affermano sia legittimo che le banche commerciali creano moneta/euro con mezzi contabili, cioè semplicemente mediante digitazioni elettroniche, per eseguire pagamenti e prestiti, anche se nessuna norma dà loro questo potere e quello che la legge non vieta di conseguenza è lecito/legittimo farlo. In effetti, il Trattato di Lisbona, artt. 127 e 128, riserva al Sistema Europeo delle Banche Centrali la creazione delle sole banconote-euro, non dell’euro scritturale-elettronico – o così sembra, come ha stabilito recentemente un giudice in una causa. Da quanto sopra consegue, secondo il principio che ciò che non è vietato è consentito, che tutti possono creare euro scritturale perché a nessuno è vietato dalla legge In base a questo ragionamento, si può creare euro, con idonee registrazioni contabili, e inviarli mediante PEC  ai vostri creditori, soprattutto alle banche. Il sistema creato dalle banche private di stampare/digitano con un clic la moneta/Euro dal nulla ( sostenuto dai governi sotto ricatto dei banchieri e delle c.d. Autorità Monetarie gestite dai banchieri stessi), non riuscirà per molto tempo ancora a nascondere le proprie contraddizioni logico-giuridiche e crollerà come un castello di sabbia.

Tratto da:Onda Lucana by Antonio Grazia Romano

SOTTO ACCUSA STANDARD & POORS

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Immagine tratta:da repertorio di Onda Lucana by Antonio Grazia Romano.

Tratto da:Onda Lucana by Avv.Antonio Romano

l P.M. Michele Ruggiero, dopo la richiesta di condanna per l’analista di Fitch, nella sua requisitoria, nel processo ” Rating ” in corso di svolgimento al Tribunale di Trani, ha chiesto la condanna, per il reato di manipolazione del mercato, a 2 due anni di reclusione e 300 mila euro di multa per Deven Sharma Presidente e Legale Rappresentante pro-tempore di Standard&Poor’s, e a 3 anni di reclusione ciascuno e 500 mila euro di multa per Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa, e per gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Per la società Standard e Poor’s è stata chiesta la condanna alla sanzione pecuniaria di 4.647 milioni di euro. Le contestazioni oggetto del processo di Trani si riferiscono ai report di S&P tra maggio 2011 e gennaio 2012 che avrebbero fuorviato le valutazioni dei titoli di debito pubblico italiano tanto da provocarne un notevole deprezzamento. Sotto accusa è il report del 13/1/2012 con cui S&P decretò il declassamento del rating dell’Italia di due gradini (da A a BBB+).Nel 2011 ha precisato il PM nella sua requisitoria l’Italia «stava messa meglio degli altri Stati europei, ma da parte di S&P c’è stata «una falsificazione dell’informazione fornita ai risparmiatori mettendo in discussione prestigio e capacità creditizia di uno Stato sovrano come l’Italia». Nel corso della requisitoria ha ricordato gli indizi che avrebbero incastrato S&P. «Con la sua mail il manager di S&P Alessandro Panichi «non ci ha dato la pistola fumante, ma il bazooka fumante» perché – ha detto il pm – sia con quello scritto sia con la sua deposizione in aula, «ha affondato la sua società e ha fatto gli interessi dei risparmiatori». Così il pm di Trani, Michele Ruggiero, al processo per manipolazione del mercato riferendosi ai cinque tra analisti e manager di Standard & Poor’s ha affermato «Dare per veri questi fatti falsi è da criminali». La pubblica accusa ha ricordato che il giorno in cui Standard & Poor’s declassò l’Italia, il 13 gennaio 2012, esprimendo giudizi negativi anche sulle banche, il responsabile per gli istituti di credito di S&P, Renato Panichi, inviò una mail agli autori del report contestando loro di aver espresso giudizi contrari alla realtà sul sistema bancario. A giudizio della pubblica accusa, la mail è una prova determinante sulle condotte illecite contestate agli imputati, accusati di manipolazione del mercato. Nella mail interna Panichi scrive a Eileen Zhang e Moritz Kraemer (questi ultimi due imputati) e contesta al primo che «non è giusto» scrivere nel ‘RU’ dell’Italia «che c’è un elevato livello di vulnerabilità ai rischi di finanziamenti esterni. Attualmente – sottolinea – è proprio il contrario, uno dei punti di forza delle banche italiane è stato proprio il limitato ricorso/appello ai finanziamenti esterni o all’ ingrosso». La missiva si conclude con un invito esplicito: ”Per favore rimuovi il riferimento alle banche!». Durante la sua deposizione in aula nei mesi scorsi, l’imputato Moritz Kraemer ha spiegato ai giudici che la mail «ha un contenuto non corretto perché chi l’ha scritta, Renato Panichi, è un analista bancario che non ha visto l’analisi sul rating dello stato sovrano», che segue criteri diversi da quelli sul rating delle banche, e che «faceva riferimento ai soli dati delle banche». Secondo l’accusa in quell’arco temporale gli imputati, a vario titolo, avrebbero posto “in essere una serie di artifizi tanto nell’elaborazione quanto nella diffusione dei rating sul debito sovrano italiano concretamente idonei a provocare: una destabilizzazione dell’immagine, del prestigio e dell’affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari; una sensibile alterazione del valore dei titoli di Stato italiani ed in particolare il loro deprezzamento; un indebolimento dell’Euro”. In pratica i vertici di S&P avrebbero fornito “intenzionalmente ai mercati finanziari un’informazione tendenziosa e distorta (come tale anche falsata) in merito all’affidabilità creditizia ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, in modo da disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il loro valore”. A fondamento dell’impianto accusatorio il P.M. ha anche riferito di un recente patteggiamento fatto da Moody’s con il Dipartimento di giustizia americano per definire una maxi sanzione nata dall’accusa di aver gonfiato il rating di mutui ipotecari rischiosi negli anni della crisi del 2008-2009. Fatti diversi ma che confermerebbero il modus operandi (non corretto) delle agenzie di rating. La richiesta segue quella di giovedì scorso fatta dallo stesso PM che ha chiesto la condanna a 9 mesi di reclusione e a 16mila euro di multa dell’analista di Fitch David Michael Willmoth Riley, accusato di manipolazione del mercato, così come i colleghi dell’agenzia S&P accusati di report diversi, ma con contenuto pur sempre furoviante. Report che avrebbero fornito una falsa rappresentazione dei conti pubblici italiani che – come riferito dallo stesso pm nella scorsa requisitoria – erano “solidissimi”. LA REPLICA DI STANDARD & POOR’S non si è fatta attendere: «Nessuna di queste accuse è stata dimostrata da prove degne di questo nome. Nessun testimone, nemmeno quelli dell’accusa, hanno mai avvalorato queste tesi». Lo afferma S&P in una nota con riferimento al processo in corso a Trani per manipolazione del mercato. «Le udienze – viene spiegato – hanno ripetutamente dimostrato che le analisi di Standard & Poor’s sono state coerenti con le valutazioni pubblicate dalla Banca d’Italia e dalle maggiori istituzioni sovranazionali, e più volte hanno mostrato la solidità dei nostri processi di rating». «Le accuse contro di Standard & Poor’s – conclude la nota – si basano su una cattiva interpretazione del normale dibattito analitico, fondamentale per il nostro processo di rating, e da una visione revisionista delle difficoltà macro-economiche in cui versava l’Italia durante la crisi dei paesi dell’Unione Europea. Siamo fiduciosi che la Corte ci darà ragione, scagionando S&P e i suoi dipendenti». Restiamo in trepida attesa per gli esiti del processo che potrebbero mettere a nudo gli inganni perpetrati ai danni dell’ITALIA dalle cosiddette società di rating del tutte private e mosse da interessi non sempre leciti e legittimi.

Tratto da: Onda Lucana by Avv. Antonio Grazia Romano

SOVRANITA’POPOLARE

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Elaborazione grafica by Antonio Morena su immagine di repertorio Web.

Tratto da :Onda Lucana by Avv.Antonio Romano

Il Presunto Debito Pubblico Italiano nasce con le AM-LIRE imposteci dagli USA con lo sbarco in Sicilia. Il termine sovrano è riferito a un potere/autorità, che non ha altro potere o autorità da cui dipenda nell’ordinamento politico-giuridico di cui fa parte; quindi: stato s., nazione s., popolo s., che ha la sovranità”. Sovrano dunque “che sta sopra”, che non è soggetto ad altrui poteri, ossia autonomo, indipendente. La SOVRANITA’ MONETARIA è precipuo strumento attraverso il quale una nazione dirige la propria politica monetaria. La moneta non è “solo” lo strumento attraverso il quale si da vivacità economica al paese ma vi è di più ” la moneta diviene un potente mezzo di controllo politico. •“Il debito è asservimento”. •“Un paese che non si indebita fa rabbia agli usurai”. “Datemi il controllo della moneta di una nazione e me ne infischio di chi fa le leggi. •Ci sono due modi per conquistare e sottomettere una nazione e il suo popolo. Uno è con la spada, l’altro è controllando il suo debito. Ergo un popolo che gode di sovranità monetaria conserva la libertà di non indebitarsi. C’è qui da chiedersi se è vero, che prima del 1981 ( anno in cui ci fù il divorzio Ministero del Tesoro/Banca d’Italia ) lo Stato Italiano godeva di questa libertà. Per rispondere a tale quesito vogliamo ricordare per sommi capi quanto accadde nella notte tra il 9 e il 10 Luglio 1943 nel nostro paese. Non tutti conoscono la storia delle AM-lire, la moneta d’occupazione americana. Stampate in un primo momento negli Stati Uniti d’America e poi anche in Italia, presentava vari tagli da 1 lira fino a 500 e 1000 lire. Questa cartamoneta giunse inizialmente nel nostro Paese seguendo le truppe americane entrate nel territorio italiano con lo sbarco in Sicilia. Le AM-lire sostituirono la Lira italiana, abolendone il corso forzoso, con la moneta d’occupazione distribuita dalle truppe alleate. Fu così che un vero e proprio fiume di denaro invase il meridione senza alcun controllo né argine, portando in queste terre un indiscriminato aumento dei prezzi. La conseguenza fu un duplice esproprio subito dai cittadini italiani, i quali vennero depredati del potere d’acquisto delle lire italiane e chiamati a farsi carico del debito scaturente dalla nuova valuta. Pare che la prima “tiratura” fosse pari a circa 143 miliardi di AM-lire. La situazione era aggravata dalla fissazione di un cambio pari a 100 lire per dollaro americano e 400 lire per ogni sterlina inglese. Ciò conferiva ai militari statunitensi un formidabile potere d’acquisto maturato a discapito della popolazione civile, la quale veniva risucchiata in un vortice di disperata miseria. Si stima che nel 1944 l’aumento del costo della vita giunse fino al 344,47%. Per fare un esempio tra il 1945-1950 con un intero stipendio si potevano acquistare solo 15 kg di zucchero. Questa fu la ragione principale per la quale si ebbe un parziale ritorno al baratto e alla borsa nera. Pare che con questa valuta gli americani acquistarono diversi possedimenti nella nostra penisola, tra cui la sede dell’ambasciata americana a Roma. La storia della moneta d’occupazione americana terminò il 30 giugno 1950, quando con il D.M. 18.2.1950 venne ritirata dalla circolazione, terminandone il corso legale e addebitandone nel contempo il prezzo ai cittadini della neonata Repubblica. E sì, perché le AM-lire non venivano attribuite al popolo da liberare come mezzo convenzionale, ovvero libere da debito, ma venivano addebitate in cambio di titoli di Stato italiani, come sancito dalla LEGGE 28 dicembre 1952, n. 3598. Da tali accadimenti è facile comprendere che il nostro paese non ha mai goduto di “Piena sovranità monetaria” e che il debito ( pubblico ) è l’artificio attraverso il quale arricchirsi di una parte della ricchezza che il popolo produce con il lavoro. L’accordo del 24 gennaio 1946 tra il Governo italiano e quello Alleato riconobbe alla Banca d’Italia la facoltà di emettere le AM-lire” in un evidente rapporto di sudditanza, altro che sovranità.

Tratto da:Onda Lucana by Avv. Antonio Grazia Romano