RIECCOCI….

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Immagine tratta da web.

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

Rieccoci: l’anno scolastico inizia l’11 Settembre ma la situazione che i docenti ritrovano è tutt’altro che allegra sia per i Dirigenti che per tutto il personale operante nella scuola.

Secondo il ddl “La Buona Scuola “è il risultato di un lavoro di ascolto ( ma di chi dal momento che gli operatori principali siamo noi docenti e vi assicuro che nessuno ci chiede mai niente anzi arrivano solo ddl da applicare da un giorno all’altro senza tener conto che ciò che conta è solo il lavoro in classe e non c’è ddl che possa orientare o regolare questo tipo di attività ) iniziato a Settembre 2014 dal Governo ( chissà se tra di loro c’è un componente che ha mai messo piede in una scuola  o meglio ancora in una classe con 25-30 scalmanati , scostumati , immaturi e viziati che non sanno neanche stare seduti al banco ma ,spalleggiati dai genitori che attribuiscono e scaricano tutte le colpe e le loro inefficienze sui docenti e Dirigenti ) che prevede lo stanziamento di fondi per le assunzioni ( benvengano ) , si parla di più fondi e più risorse, di un’offerta formativa più ricca alla quale contribuiranno anche le famiglie ( che vogliono i docenti tutti tutori del loro figlio/a ) e  gli alunni (che non vogliono studiare ma cercano solo di rubacchiare un voto che sia il più vicino possibile alle aspettative dei genitori).

Per non parlare dei Dirigenti che……..

alla prossima puntata.

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

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La buona scuola – Capitolo quarto

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Immagine tratta da repertorio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

La buona scuola –  Capitolo quarto

Il ruolo dei bidelli nella scuola.

Oramai è opinione comune, all’interno del corpo docente, che aver studiato per vent’anni e più è servito a ben poco.

Infatti  oltre agli studi universitari per diventare docente bisogna superare un concorso pubblico,  se ti va bene lo fai una volta sola se ti va male e non sei raccomandato muori supplente o entri nei ruoli dopo i cinquant’anni per iter “ naturale”; inoltre negli anni novanta c’era un po’di meritocrazia e qualche possibilità di emergere poteva capitarti  oggi invece chi vale meno ricopre i ruoli dirigenziali chi ha più potenzialità rimane al “varco” ( questo però è da riconoscere che si verifica in tutti gli ambiti lavorativi, come è risaputo).

Ma torniamo a noi  non è mia intenzione denigrare il lavoro dei bidelli ( ogni tipo di lavoro è indice di onore, dignità  e onestà) ma mi rendo conto che, a conti fatti e alla fine della fiera, non conviene lavorare come docente sia dal punto di vista della dignità ( per tutti gli avvenimenti che avvengono quotidianamente e che tutti conosciamo) e tantomeno dal punto di vista economico ( stipendio base al VII° livello di 1300 euro o poco più).

Per non parlare poi dell’investimento ,di tutti i soldi spesi per studiare, del mantenimento della famiglia nonché dell’usura che il cervello ha sopportato ( elementi che sono difficilmente quantificabili) per conseguire un titolo superiore che tanti, oggi, “ conseguono” con CEPU e poi grazie alle raccomandazioni si trovano a “ gestire” posizioni molto gratificanti prima economicamente e poi sotto tutti gli altri punti di vista.

Il bidello, invece, ha il compito principale della pulizia dei locali scolastici ( massimo tre o quattro  al giorno non di più) poi rimane a disposizione e se chiedi loro “ per favore” si mettono a disposizione altrimenti ogni tua esigenza didattica la devi risolvere da solo. Tenuto conto che ho buoni rapporti relazionali con tutti gli operatori della scuola riferisco quanto riportato sopra con il  solo scopo informativo.

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

La buona scuola- capitolo terzo

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Vignetta tratta da repertorio di Onda Lucana by Antonio Morena

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

Oggi parliamo del ruolo dei Dirigenti nella scuola pubblica.

Dal punto di vista della lingua italiana la parola Dirigente dovrebbe significare

“incaricato/a con il ruolo di giuda ai fini organizzativi e della gestione anche economica del settore (nel nostro caso della scuola) salvaguardando l’efficienza di tutto il personale nonché quella degli alunni.

“Si ricorda che non è facile diventare Dirigenti” ma una volta diventati tali si dimentica il significato letterale della parola e si diventa “comandanti”.

Io che appartengo alla  “vecchia guardia”( vecchia perché ho molti anni di servizio ma giovane e forte di spirito e di fisico) non riconosco più alla scuola il ruolo principale e fondamentale di formatore dell’alunno “come cittadino del mondo” ma anch’esso è diventato un numero da utilizzare e scambiare a “ loro” piacimento.

Ho lavorato molto sotto la direzione dei Presidi; quando la scuola funzionava bene, infatti, l’Italia ha sfornato laureati la cui preparazione sia teorica che pratica era riconosciuta a livello mondiale; sto lavorando nell’ultimo decennio sotto la” dirigenza” dei nuovi capi e la preparazione dei nostri laureati non mi risulta cosi rilevante dal momento che pochissimi riescono a trovare lavoro (non certo per merito) e coloro che emigrano devono adattarsi sempre a ruoli secondari.

I cosiddetti “vecchi presidi” erano dei veri signori perché avevano rispetto di ogni soggetto che operava nella scuola, erano veri educatori, veri psicologi e pedagoghi perché con il loro operato e la loro supervisione discreta ed educata  creavano un ambiente  educativo stimolante che motivava e coinvolgeva tutti.

Oggi invece bisogna soltanto rispondere alle direttive ministeriali fatte di norme, circolari varie che, alla fin fine, mirano soltanto al controllo del personale e al risparmio gestionale.

Tutto questo sempre da parte di chi non ha mai messo piede in un’aula e di chi non ha capito che l’apprendimento non ha un sistema di misurazione commensurabile, si può chiedere ai docenti di compilare tutto ciò che vogliono, di  elaborare tutti i format che vogliono ma non potranno mai misurare (in tempi brevi) il processo elaborativo o di maturità reale che ogni singolo alunno ha conseguito.

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

L’ANNO DI CIVILTA’..SE VERRA’

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Vignetta by Antonio Morena 2017

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

L’anno …di civiltà se verrà…nella citta’di Potenza

(confidenziale approccio tra la citta’ e la mia vicenda personale).

Terminato l’anno bisesto (2016 anno nefasto secondo il vecchio proverbio dei nonni e non solo dei nonni vista la situazione in Italia e nel mondo tra crisi economica e guerre varie) c’è da sperare in un rilancio con il 2017.Torniamo a noi. Che dire del concerto in piazza Pagano? Semplicemente SPETTACOLAREEEEEEEEEEE.

Sono avvezza ai concerti di fine anno ma la professionalità e serietà dei partecipanti è stata lodevole perché in una piccola provincia come la nostra, in genere, c’è sempre qualcosa che non funziona.

E che dire degli spettatori? Idem, comportamento ed entusiasmo alle stelle ma sempre contenuto nei limiti, pensate che spettatori forestieri hanno commentato dicendo che il pubblico non essendo andato in escandescenza non ha evidentemente apprezzato lo spettacolo.

Che dire, beata ignoranza, forse si aspettavano botte e fucilate dimenticando che CROCCO è morto già da molto tempo. Costoro rappresentano lo specchio, evidentemente, marcio dell’Italia dove chi alza la voce, chi usa mezzi violenti pensa di essere il più forte e sappiamo che non mancano esempi simili in tutti gli ambiti lavorativi fino alla politica.

Voglio ricordare a costoro che anche in Basilicata ci sono quelli che noi chiamiamo BUZZURRI o TAMARRI e io in particolare ne ho incontrato uno (la sera del concerto in piazza Pagano) a livello di gestore di una pubblica attività che per concedere l’accesso ai pubblici servizi (intendo esigenze fisiologiche) ha preteso dagli utenti l’obbligo della consumazione e l’esibizione dello scontrino (questo lo ha dovuto rilasciare per forza anche per la presenza della finanza). Dimenticavo c’era anche un buttafuori che controllava obbligato, a suo dire, dal proprietario.

Egregi “costoro” non confondere la nostra civiltà con un ospitalità che paragonate a quella degli indios, che scambiavano il proprio oro con gli specchi che gli regalava Colombo; non portiamo i gonnellini di paglia e nemmeno il pastrano come mantello. Evitate la facile battuta, non fatecele girare, per quello ci pensano già le pale eoliche, nostra produzione principale.

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

La “buona scuola”.

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Immagine tratta da:Web.

Tratto da :Onda Lucana by Mat Vulture

La buona scuola – capitolo 2°

Ecco un esempio di come si spendono i soldi nella buona scuola. Tra le tante riforme emanate dai vari “governi”  e dai vari ministri (permettetemi) della Pubblica Distruzione quella che si sta dimostrando ( tra le tante) la più inefficace, la più dispersiva e dispendiosa è quella dell’utilizzo dell’informatica come mezzo di supporto all’insegnamento. Mi spiego meglio: l’idea è buona anzi potrebbe essere geniale se il contesto di inserimento fosse quello giusto cioè se le scuole fossero veramente idonee ad accogliere sistemi lavorativi all’avanguardia (probabilmente si è guardato al vicino la cui organizzazione è adatta a un tale sistema) ma nella realtà poche sono le aree ben servite da linee veloci ed efficaci. Sicuramente ci saranno scuole che hanno beneficiato di una tale opportunità ma nel confronto reale molti Istituti si ritrovano con aule attrezzatissime dal punto di vista dei mezzi ma povere di risorse per un loro utilizzo reale ( personale tecnico, fondi per la manutenzione ecc.)  perché non sta scritto da nessuna parte che per insegnare bisogna essere tecnici informatici o avere la laurea in ingegneria informatica. Direte voi ma il Ministero ha speso molti miliardi per la formazione del corpo docente ma vi assicuro che chi ci ha guadagnato in soldoni sono solo i formatori ( perché il computer come tutti sanno è una macchina e se la vuoi usare devi imparare a guidarla da solo) mentre gli insegnanti già oberati di lavoro tra compiti, correzioni, consigli e quant’altro oramai non hanno più nessuna necessità all’infuori del lavoro continuo, altro che contratto di 18 ore settimanali. Infatti  per adempiere a tutto si lavora anche e soprattutto a casa perché se vuoi insegnare non puoi “guidare la macchina” e se “guidi” non puoi insegnare. Per non parlare dell’alternanza di “dirigenti o insegnanti” che sembrano dei pacchi postali, va be questo lo inseriamo nel prossimo capitolo. Ha cari“ ministri “ dimenticavo voi non guidate la macchina perché avete l’auto blu con l’autista. (nessuno di voi ha mai fatto un giorno di supplenza o si è mai sognato di  seguire in diretta come si svolge tale lavoro ma vi  permettete  di obbligare ad un sistema che non avete testato: provateci se potete ne vedrete delle belle). Ciao ciao.

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

Ecco la buona scuola.

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Immagine tratta da:repertorio Web.

Tratto da:Onda Lucana by Mat Vulture

Capitolo primo-domenica 11 dicembre 2016 10.28

Forse non tutti sanno che insegnare è diventata una una lotta continua contro tutto e contro tutti.

Cosa voglio dire: al mattino, di buon ora, mi alzo volenterosa e coscienziosa e dopo aver percorso molti chilometri arrivo nella sede della mia titolarità.

Dopo fomali saluti con tutto il personale mi accingo ad entrare in classe dove ,invece di essere accolta con un normale buongiorno, mi ritrovo a dover ” sistemare” cioè far sedere circa una ventina e più di alunni alti quasi due metri che non nè vogliono sapere perchè soggetti a esplosioni ormonali o problemi di impreparazioni.

Dopo questa seconda fatica(la prima è il viaggio) si passa all’organizzazione della lezione e se per caso occorre qualcosa e ci si rivolge al personale bisogna stare attenti perchè non tutto è di loro competenza pertanto bisogna trovare una alternativa per procedere nel lavoro.

Ma  in tutto questo se  la classe non collabora la colpa non è dei genitori che non hanno il controllo dei loro figli o della scuola che non ti offre tutti I mezzi necessari per il tuo lavoro ma è dell’insegnante che non sa gestire la classe o non sa motivare gli alunni(parere dei dirigenti).

A questo punto si potrebbe iniziare ma tenuto che qualcuno si alza e và al bagno senza chiedere permesso(figuriamoci se devono rispettare la presenza di una docente ritenuta dai colleghi molto autorevole) o altri si beccano o si prendonono in giro ridendo noncuranti del contesto in cui si trovano è già passata metà del’ora di lezione e, tenuto conto che l’insegnante non può rinproverare I ragazzi perchè si rischia di intaccare la loro sensibilità o mettere note perchè è antieducativo o antididattico ( I dirigenti dichiarano che chi usa le note come metodo educativo non sa insegnare  o non sa motivare gli alunni che io considero un branco di scalmanati ineducati,fragili e senza spina dorsale) la docente inizia il suo lavoro sperando che nel tempo rimasto non succeda null’altro.

Terminata l’ora di lezione si cambia aula e classe ma non le modalità lavorative.

Tratto da :Onda Lucana by Mat Vulture